Centri Clinici
Dovrai effettuare regolarmente dei controlli generali presso un centro clinico specializzato ogni tre/sei mesi. La maggior parte delle persone sieropositive tendono a rivolgersi nella stesso ospedale o reparto dove gli è stato diagnosticato l'HIV, ma non è un obbligo. Proprio perché dovrai mantenere una certa regolarità nei controlli e negli appuntamenti con l'infettivologo, ti conviene andare nell'ospedale a te più comodo, o comunque in quello che ti dà più fiducia. Per esempio un centro vicino a dove abiti, oppure a dove lavori, oppure puoi scegliere un centro ad una certa distanza perché ti sembra che i medici siano più quotati. L'importante è che tu sappia che hai la possibilità di scegliere e anche di cambiare la scelta se ad un certo punto non ti troverai più bene nell'ospedale in cui vieni seguito.
"Mi hanno diagnosticato l'HIV in un ospedale della mia città che non era dotato di un reparto specializzato per l'HIV, e comunque non ho voluto andare nel centro specializzato della mia città perché, da un appuntamento all'altro, non sai mai quale medico ti vedrà e questo sistema non mi dava nessuna fiducia. Così mi sono rivolto ad un ospedale di una città vicina e mi trovo bene." (Alex).
Nei centri ospedalieri specializzati sull’HIV, i pazienti sono, per lo più, trattati come esterni o la massimo in day hospital. Le analisi, le visite e le eventuali terapie sono a carico del sistema sanitario nazionale per cui non dovrai pagare niente.
I principali ospedali della regione inoltre, hanno stipulato convenzioni interne in modo tale da coprire la maggior parte delle evenienze sanitarie nelle quali puoi incorrere.
Ogni ospedale ha però un proprio sistema burocratico per espletare queste pratiche: in alcuni centri è quasi completamente automatizzato, in altri tocca al paziente farsi qualche fila agli sportelli per l'accettazione, ma comunque le prestazioni sono gratuite.
Ti consigliamo di informare il tuo medico di base della tua condizione sierologica. Sappiamo che può non essere sempre facile sia perché spesso si tratta del medico di famiglia, sia perché questo molto spesso vuol dire rivelargli anche di essere gay. Tuttavia la tua salute è più importante e davanti ad eventuali pregiudizi o, peggio, comportamenti scorretti del medico di base puoi sempre decidere di scegliere un altro medico presso la tua Ausl di appartenenza, oltre al fatto che puoi denunciare eventuali condotte scorrette alle associazioni di rappresentanza che possono agire anche senza citarti.
Inoltre potrebbe essere importante rivolgersi periodicamente ad un dentista di fiducia per un controllo. I problemi di salute orale sono abbastanza comuni nelle persone sieropositive. Il tuo centro clinico potrebbe avere internamente un servizio di odontoiatria diretto o in convenzione. Chiedi informazioni presso l'ospedale che ti segue o direttamente all'infettivologo, oppure anche al tuo medico di base.
Ulteriori informazioni sul rivelare o meno il tuo stato sierologico li trovi nella sezione "Dirlo?"
Il primo appuntamento
Quando ti hanno diagnosticato l'HIV, ti hanno fatto un test che cerca nel sangue gli anticorpi dell'HIV. Se la diagnosi ti è stata data in un centro specializzato, con ogni probabilità ti chiederanno subito di effettuare un altro prelievo per ulteriori controlli e ti daranno un primo appuntamento.
Diversamente, se hai fatto il primo test, per esempio presso un laboratorio analisi o in un ospedale sprovvisto di un reparto specializzato per l'HIV, ti verrà raccomandato di prendere al più presto un appuntamento presso un centro specializzato, con ogni probabilità si tratterà del reparto malattie infettive di un ospedale nella tua zona.
Al primo appuntamento nel reparto specializzato, sicuramente il medico infettivologo ti chiederà di fare una serie di accertamenti per meglio capire lo stato del tuo sistema immunitario e controllare la tua salute in generale.
I due primi controlli che verranno fatti, e di cui da oggi in poi sentirai sempre parlare, sono la conta delle cellule CD4 e la carica virale nel sangue.
Le cellule CD4, o cellule T-helper, sono globuli bianchi che servono ad organizzare la risposta del sistema immunitario alle infezioni. Con la carica virale, invece, si controlla quante copie del virus sono presenti nel sangue.
Con lo stesso prelievo ti verranno fatti anche degli esami di routine per controllare lo stato generale di salute. Con ogni probabilità il medico controllerà anche se sei affetto dalle più comuni malattie correlate all’HIV che, nel caso, vanno trattate prima possibile. Se ti senti qualcosa che non va o sei preoccupato per qualche sintomo strano, parlane tranquillamente con il medico.
Questi specialisti sono solitamente abituati ad avere a che fare con gay e non ti devi assolutamente vergognare o preoccupare di parlare con il medico anche di eventuali malattie, infezioni o semplici arrossamenti che interessano la zona genitale o anale.
Inoltre il medico ti chiederà una serie di informazioni che riguardano la tua storia sanitaria, informazioni utili per avere un quadro generale del paziente e anche della tua capacità di fronteggiare il problema.
Il primo appuntamento di solito è abbastanza più lungo degli altri ed è una buona opportunità per parlare con il medico e chiarire tutte le preoccupazioni che ti vengono in mente. Fermo restando il fatto che potrai chiarirle anche in seguito ovviamente. Fagli qualsiasi domanda che ti viene in mente, oltre ad essere utile da un punto di vista dell’informazione, è anche un’ottima opportunità per iniziare a costruire un rapporto diretto con il tuo medico.
Può esserti utile scrivere in anticipoi chiarimenti che vuoi chiedere al dottore. Per esempio potresti comprare un quaderno dove annotare sia le domande che le risposte del medico. Sembra una banalità ma può esserti utile per mettere in chiaro alcuni concetti, alcuni passaggi.
Nella maggior parte dei casi questi appuntamenti durano anche mezz’ora, ma di solito i tempi sono flessibili e ricordati che il medico è li per te. Chiedigli di spiegarti tutto quello che non ti è chiaro e di farlo con parole semplici e comprensibili. Per esempio fatti spiegare il significato dei vari test e i relativi risultati.
È anche probabile che il medico ti proponga un controllo e, dove è possibile il vaccino, per le altre malattie a trasmissione sessuale (MTS), come sifilide, gonorrea e epatiti. È senz’altro una buona idea anche perché alcune di queste infezioni non danno subito sintomi evidenti e i test sono gli unici strumenti sicuri per valutare la loro presenza.
Non lasciarti scoraggiare dal numero di esami ai quali verrai sottoposto. Anzi, un monitoraggio attento della tua salute farà si che se qualsiasi eventuale problema verrà immediatamente individuato e risolto.
"La mia prima visita nel reparto malattie infettive, dopo la diagnosi di sieropositività, è stata dura. Avevo letto una serie di cose su internet, ma ero lo stesso nervoso e stare li ad aspettare non ha reso le cose più facili. Ho dovuto dare nome e indirizzo all’infermiera ma mi hanno assicurato che si tratta di dati assolutamente riservati.
Ho aspettato nel corridoio un po’ di tempo ma il medico è stato puntuale. Il mio medico è una donna, una matrona con l’aspetto di una mamma. Da subito è stata amichevole e mi ha un po’ rasserenato, ma non ha perso tempo e ha preso immediatamente in mano la situazione: mi ha fatto tantissime domande, mi ha visitato anche in zone che mai una donna aveva visto, mi ha spiegato il significato dei risultati degli esami, mi ha spiegato cos’è la conta dei CD4 e la carica virale. Mi controllato il livello di colesterolo nel sangue, lo stato del fegato e mi ha spiegato che sarei dovuto tornare ogni tre mesi per un controllo. È stata molto professionale e molto dolce allo stesso tempo e questo mi ha rassicurato. Anche le infermiere del reparto sono molto professionali, sono sorridenti e danno l’impressione di sapere quello che fanno. Ascoltano sempre musica di sottofondo nel reparto e anche questo aiuta a rilassare un po’ i più agitati... come me" (Alex).
Altre informazioni sulle MTS nelle pagine SESSO E SALUTE
Inizio delle terapie
Buona parte delle persone sieropositive non iniziano subito i trattamenti farmacologici. Possono passare anche otto/dieci anni dall’infezione. Alcuni però devono incominciare la terapia molto prima, specialmente nel caso in cui il test e la relativa diagnosi di sieropositività siano stati fatti molto dopo l’inizio dell’infezione, ma questo non significa che la terapia non sarà efficace.
La decisione di cominciare la terapia è legata allo stato di progressione dell’infezione e, quindi, alla concreta possibilità che possano insorgere altri problemi come le infezioni correlate all’HIV.
Il tuo medico determinerà lo stato di progressione dell’infezione prelevando campioni di sangue e misurando la quantità di virus presente, oltre a valutare lo stato di salute del tuo sistema immunitario con il conteggio dei CD4. Con ogni probabilità il medico ti chiederà di incominciare la terapia quando il livello di CD4 tende a scendere sotto i 300.
In questo caso chiedi al tuo medico di spiegarti chiaramente cosa sta accadendo.
Il medico dovrebbe prendersi un po’ di tempo per spiegarti quali farmaci sono disponibili e sono più utili al tuo caso. Questo aiuterà sia te che il medico a scegliere i farmaci giusti.
Oggi le terapie disponibili sono molto efficaci, quindi non c'è alcuna ragione per cui non dovresti vivere una vita piena e lunga anche se dovrai avviare la terapia immediatamente.
Cerca di prestare attenzione alla tua salute, di mantenere un'attitudine positiva e di prendere le medicine con regolarità e negli orari stabiliti dal medico, possibilmente tenendo conto delle tue abitudini di vita.
