BLOG Cassero Salute

30 Novembre 2013

Goditi la scelta, Gioca sicuro!

Archiviato in: Piacere nella prevenzione, Prevenzione — Tag:, , , , , — Cassero Salute @ 13:18

Goditi la scelta, Gioca sicuro!

Al via la campagna virale di Cassero Salute.

Ci sono caratteristiche di sé che non si possono scegliere: il proprio orientamento sessuale, a chi è rivolto il nostro desiderio, la nostra eccitazione, le nostre passioni e questo non si può influenzare o fermare.

Una scelta però si può fare: si può scegliere di praticare sesso sicuro, si può scegliere di utilizzare preservativo e lubrificante, si può scegliere di vivere la propria sessualità in maniera consapevole e responsabile, per sè e per le persone con le quali ci relazioniamo.

In occasione del 1 dicembre 2013 lanciamo una sfida, fare in modo che il sesso sicuro sia anche giocoso, sia, finalmente, percepito come una passione, un interazione piacevole, una scelta al rialzo della propria soddisfazione e realizzazione. Per far sì che la prevenzione dall’HIV e dalle Infezioni Sessualmente Trasmissibili sia attraente e “gustosa”,  per tutti e tutte.

La campagna virale Goditi la scelta, gioca sicuro! parla di pratiche, parla di desiderio e piacere, parla del gusto nella scelta, del valore aggiunto che l’utilizzo di strumenti di prevenzione come preservativo e lubrificante possono dare. Non solo, questo è l’inizio di una serie di immagini che continueremo a proporre nei prossimi mesi per allargare lo spettro di possibilità: parleremo di dental dam, di toys, di oggetti… parleremo di pratiche diverse, per tutti gusti!

Per proteggersi dall’HIV, dalle Infezioni Sessualmente Trasmissibili come Epatiti, Gonorrea e Clamydia usa preservativo e lubrificante!

Usali giocando, usali con gusto, usali con passione, sono strumenti di prevenzione e di relazione.

Fai il Test per l’HIV periodicamente, soprattutto se hai avuto dei comportamenti a rischio.

Tieni sotto controllo la tua salute sessuale e goditi i rapporti, consapevolmente!

Gustati la scelta, gioca sicuro!

È una campagna di Cassero Salute

Thanks to:

Sara Ballestriero, Luca Trotter

Emanuele, Danai, Vinnie.

3 Aprile 2013

Affidabile, anonimo, gratuito e senza prelievo di sangue.

Affidabile, anonimo, gratuito e senza prelievo di sangue.

parte l’offerta del test HIV salivare a risposta rapida

presso
il Cassero LGBT Center
via don Minzoni 18 Bologna
dal 8 al 12 aprile dalle ore 18 alle 22
e il 13 aprile dalle ore 10 alle 14
per informazioni scrivi a salute@cassero.it o telefona al num 0510957211

L’ OFFERTA DEL TEST HIV A RISPOSTA RAPIDA
è un Progetto del Ministero della Salute
Promosso dalla Consulta delle Associazioni di lotta all’AIDS

Realizzato da:
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive L. Spallanzani IRCCS
In Partnership:
Dipartimento di Malattie Infettive, Fondazione San Raffaele Milano
Lila, Anlaids, Arcigay, Caritas, Circolo “Mario Mieli”, CNCA, Forum AIDS Italia
In Italia e in Europa un’alta quota di persone con HIV, circa un quarto, non è a conoscenza della propria infezione.
La gran parte scopre di essere affetta da HIV con ritardo, quando la malattia è in uno stato avanzato, e ha sviluppato gravi patologie legate all’AIDS.
Queste stesse persone, senza saperlo, costituiscono inoltre una possibile fonte di diffusione del virus.

PER SAPERE SE SI È AFFETTI DA HIV BISOGNA FARE IL TEST
Con il progetto “OFFERTA DEL TEST HIV A RISPOSTA RAPIDA” vogliamo offrire una opportunità in più per conoscere il proprio stato sierologico: Il Test HIV salivare a risposta rapida.
In soli venti minuti, senza il prelievo di sangue, ma solo con un campione della tua saliva, potrai avere la risposta.
PERCHE’ EFFETTUARE IL TEST HIV?
In caso di risultato negativo (NON REATTIVO) puoi chiedere informazioni su come proteggerti dall’infezione.
In caso di risultato “preliminarmente positivo” (REATTIVO) ti verrà consegnato un foglio con l’indicazione a rivolgerti ad un centro specializzato per effettuare il test HIV di conferma tramite prelievo venoso. E’ previsto un percorso agevolato presso un Centro di Cura specializzato della tua città.

2 Settembre 2012

Grillo: l’AIDS non esiste

Archiviato in: Prevenzione — Tag:, , — Cassero Salute @ 18:24

Nel suo monologo sul palco, non privo di inesattezze fattuali, Beppe Grillo fa proprie in un colpo solo tutte le cosiddette «teorie alternative dell’Aids». Sostiene che il virus Hiv non esiste. E che se esiste non è causa né necessaria né sufficiente per generare la Sindrome da immunodeficienza acquisita, l’Aids appunto, i cui fattori scatenanti sarebbero altri: il sangue infetto (ma da cosa?) e/o la droga e/o il farmaco Azt usato proprio nella cura della sindrome…
da: http://www.unita.it/italia/grillo-e-l-ora-del-populismo-sanitario-1.442542 del 2 settembre 2012 di Pietro Greco.

Grazie al cielo il giornalista de L’Unità bacchetta il comico o politico, francamente non saprei come chiamarlo.

Ma come è possibile giocare così con la salute e la vita della gente? Per partito preso, per fare crescere l’audience o alzare i toni del dibattito politico è obbligatorio urlare delle idiozie da un palco?

Io credo proprio di no.

Se Grillo è così convinto che l’AIDS non esiste, che è solo una montatura economica messa in piedi dalle multinazionale del farmaco, allora si contagi. Si inietti l’HIV e non assuma farmaci anti retrovirali.

Provi sul suo corpo che quelle che sostiene non sono sciocchezze, si metta in gioco in prima persona come fanno decine di migliaia di persone sieropositive che assumono quotidianamente i farmaci ARV che li tengono in vita.

Questa è una sfida Grillo: vediamo se sei solo un pallone pieno di parole o hai anche il coraggio delle tue azioni.

Su questa eterna querelle AIDS si AIDS è davvero giunto il momento che il Ministero della Salute prenda posizione, o la faccia prendere ufficialmente ai tecnici, ai clinici, agli esperti che frequentano quelle auguste stanze.
E’ ora di farla finita con le fandonie, è ora di farla finita con questi fanatici che per motivi politici o economici mettono a rischio la vita dei pazienti e anche di coloro che sieropositivi non sono, ma che sono esposti al rischio di contagio.

Senza le terapie anti retrovirali (ART), l’HIV progredisce in AIDS e si muore. Vorrei che fosse chiaro a tutti, dopo 30 dovrebbe essere chiaro a tutti, ma evidentemente c’è ancora chi si diverte a speculare sulla vita altrui per una poltrona o qualche voto in più.

Sandro Mattioli
Responsabile Salute
Arcigay Il Cassero
Bologna
——
Presidente PLUS Onlus

29 Maggio 2012

Vaccino anti-HIV/AIDS per HIV negativi: info per partecipare

Archiviato in: Prevenzione — Tag:, , , — Cassero Salute @ 14:59

E’ in corso sperimentazione della Fase I della proteina Tat associata ad Env per persone HIV-negative.

Sono in corso gli arruolamenti nella sperimentazione clinica di fase I del vaccino preventivo contro l’HIV/AIDS (studio ISS P-002) sponsorizzato dal Centro Nazionale AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità.

Questo studio è basato sull’associazione della proteina Tat, che è già in fase avanzata di sperimentazione in studi clinici terapeutici di Fase II in Italia e Sud Africa, e la proteina Env fornita da Novartis nell’ambito di una collaborazione nel progetto europeo AVIP.
La sperimentazione verrà condotta su 50 soggetti sani adulti con l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’immunogenicità del nuovo candidato vaccinale.

L’arruolamento dei volontari è in corso esclusivamente presso:

  1. la Divisione di Malattie Infettive del Policlinico di Modena,
  2. la Divisione di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera San Gerardo di Monza,
  3. la Dermatologia Infettiva dell’IFO - San Gallicano di Roma.

Chiunque desideri richiedere informazioni relative al trial può contattare il Telefono Verde AIDS e IST dell’ISS, al numero 800.861.061 dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00.

Per ulteriori approfondimenti sul vaccino è possibile consultare anche i siti http://www.iss.it/aids e http://www.hiv1tat-vaccines.info.

10 Febbraio 2012

Il Cassero fa pornografia… evviva il Cassero.

Archiviato in: Benessere, Prevenzione — Tag:, , — Cassero Salute @ 00:44

Il Consigliere Facci (PdL), sostiene che il Cassero fa pornografia e legge in Consiglio Comunale a Bologna, parte del sito casserosalute.it… Evviva.

Come ho già avuto modo di scrivere, giusto un anno fa su questo stesso blog, per il bigottismo ipocrita che percorre certa parte della nostra società non provo molto interesse. Ma visto che il Consigliere Francesco Errani (PD) ha invitato Facci “a superare le provocazioni ed entrare nel merito”, cosa che condivido, entriamo pure nel merito.

Alcuni anni fa, la comunità omosessuale londinese fu soggetta ad un picco epidemico di epatite A. Per arginarne l’espansione, in effetti preoccupante, il NHS, National Health Service, d’accordo con l’associazionismo gay locale, produsse e diffuse un opuscolo appositamente ideato per la comunità gay contenente chiare ed esplicite istruzioni su come avviene il contagio e come evitarlo. Sulla copertina dell’opuscolo della sanità pubblica inglese, campeggiava un bel sedere di uomo… si perché, casomai al Consigliere non fosse chiaro, ai gay l’epatite A raramente viene perché mangiano cozze avariate… info sul sito porno: www.casserosalute.it.
Evidentemente il servizio sanitario inglese ritenne che stimolare la fantasia sessuale dei gay, per inviare chiari messaggi di prevenzione era un rischio che si poteva correre e comuque minore della diffusione virus dell’epatite A.

Poco tempo fa, abbiamo avuto il medesimo problema a Bologna Una serie di picchi epidemici di epatite A nella comunità gay. Sollecitato da telefonate preoccupate di alcuni medici, proposi lo stesso strumento all’Azienda sanitaria di Bologna che approvò i contenuti ma bocciò il “sedere”. Dopo alcune trattative, l’opuscolo uscì con in copertina quattro piccole riproduzioni monocromatiche simil pop art dello stesso sedere maschile. Dopo tutto poteva passare per arte.

Ma non è tutto.

Nel corso della Conferenza mondiale AIDS tenutasi nel 2008 a Città del Messico, ho potuto assistere personalmente alla presentazione di uno studio australiano, molto interessante, dal titolo: “The thrills, chills and spills of working with sexually explicit materials in the new gay mainstream” (AIDS 2008, Abstract nr. THPE0371 per chi vuole controllare). Lo studio sosteneva, dati alla mano, che è possibile utilizzare materiale pornografico per veicolare messaggi di prevenzione nella comunità omosessuale. Studio pagato dal Victorian AIDS Council. In pratica dallo Stato di Victoria.

Sulla scorta di quello studio e di altri simili, poco tempo dopo nei locali gay londinesi apparve un opuscolo dal titolo inequivocabile “HOT SEX!” scaricabile dal sito dell’associazione inglese GMFA; di li a poco ecco apparire on line il sito australiano www.protection.org.au, sempre del Victorian Aids Council.

Alla faccia della commedia “no sex we’re British”!

Lo Stato australiano di Victoria ha preso a cuore la questione safex sex nella comunità gay al punto da finanziare una soap opera dal titolo “Queer as fxxk”, pubblicata su Facebook e YouTube.

Sta di fatto che alla FEMP Conference, che si è recentemente tenuta a Stoccolma, il relatore venuto dallo Stato di Victoria è stato l’unico a poter mostrare un bellissimo grafico con i dati delle nuove infezioni da HIV in netto calo, nella gay community locale.

Come siamo messi a Bologna? Il Consigliere ha letto il rapporto della sorveglianza regionale su HIV?

La nostra Regione si è dotata di un efficiente servizio di sorveglianza sanitaria su HIV, come previsto dalla normativa vigente, e dal report risulta che il 46,2% dei nuovi casi di HIV a Bologna riguarda i gay. E non è che siamo più bravi di altri, facciamo spesso il test e quindi i casi di HIV nella gay community si scoprono più facilmente, perché è alta anche la percentuale dei “late presenters”, ossia le persone che arrivano tardi alla diagnosi di HIV.

Il settore salute del Cassero dice in modo chiaro, semplice e diretto come fare sesso protetto, come provare piacere anche nella prevenzione perché questa Associazione ha davvero a cuore la salute sessuale degli omosessuali.

Casserosalute.it è un sito apprezzato e frequentato da diverse migliaia di utenti ogni mese, molti di questi ci scrivono complimentandosi proprio per il linguaggio finalmente chiaro e comprensibile.

Questa Associazione fa prevenzione, ha distribuito oltre 20.000 preservativi e altrettanti lubrificanti monouso nel 2011, i nostri laboratori rivolti a MsM sieropositivi hanno destato interesse sia livello nazionale (ICAR 2011), che internazionale (FEMP 2011).

Il Cassero fa pornografia? Magari potesse davvero come gli australiani e magari potesse farlo contando su fondi statali, come in quel Paese, dove i politici dimostrano un vero interesse per la prevenzione invece di prese di posizione ipocrite, dettate da mera speculazione di fazione politica, con buona pace della salute dei cittadini omosessuali che vivono a Bologna.

Sandro Mattioli
Responsabile Salute
Arcigay Il Cassero
Bologna

5 Febbraio 2012

Relazione attività Settore Salute 2011

Archiviato in: Prevenzione — Cassero Salute @ 19:26

L’anno 2011 ha visto il consolidarsi della attività del settore Salute in ambito nazionale e internazionale, delle collaborazioni con altre associazioni di lotta contro l’HIV/AIDS, un tema che ad oggi è ancora un’emergenza per tutte le persone LGBT, degli interventi concreti nei confronti delle persone MsM sieropositive.

Forte, infatti, è stato l’impegno del Settore in quest’ambito come dimostrano i laboratori HIVoices, realizzati dal 6 al 8 maggio e dal 16 al 18 settembre; laboratori “base” ai quali è seguito un nuovo laboratorio “advanced” Sono Sieropositivo, realizzato dal 9 al 11 settembre e riservato ai 46 partecipanti a HIVoices. Anche i tre laboratori del 2011, sono stati condotti da Emanuele Pullega e Filippo Porcari e sono stati resi possibili grazie al contributo e all’aiuto di Abbott e Kitchen.

L’esperienza dei nostri laboratori è stata portata anche a ICAR 2011, la conferenza italiana sull’AIDS, che si è tenuta Firenze dal 27 al 29 marzo. A ICAR, infatti, abbiamo avuto l’opportunità di presentare un abstract sui laboratori HIVoices. Si è trattato di una presentazione orale abilmente tenuta da Filippo Porcari. L’abstract è stato ovviamente pubblicato sulla rivista Infection, edizione speciale per ICAR. La presenza delle associazioni ad ICAR 2011 è stata decisamente importante.

Sempre grazie al prezioso contributo di Abbott, Raffaele Lelleri, e i suoi collaboratori, hanno realizzato una interessate survey sui partecipanti ai quattro laboratori. Sia i primi risultati della ricerca, sia il percorso laboratoriale, sono stati presentati da Raffaele Lelleri e da Emanuele Pullega a Torino durante la 15a conferenza annuale di ILGA-Europe (27-30 ottobre) durante un workshop sul tema del HIV/AIDS curato dal Responsabile Salute del Cassero e dalla Responsabile Salute di Arcigay nazionale, Rebecca Zini.

La realizzazione del workshop ha visto la collaborazione del Cassero con i responsabili di altre associazioni europee quali Antons Mozalevskis, dell’associazione lituana Mozaika, e Ferenc Bagyinszky di EATG (European AIDS Treatment Group).

On line la presentatione della conferenza: XV ILGA-Europe annual conference

Un nostro abstract è stato accettato anche da FEMP 2011, la prima conferenza europea sul futuro dellaprevenzione fra gli MSM, che si è tenuta a Stoccolma dal 11 al 12 novembre. Anche in questo caso Emanuele Pullega ha parlato dell’esperienza dei laboratori del Cassero durante un workshop dal tutolo “Better life for positive men“. Con l’occasione abbiamo realizzato un opuscolo bilingue curato da Kitchen, che è stato molto apprezzato dai partecipanti a FEMP, convenuti da tutta Europa.

Di grande interesse è stata la partecipazione del nostro Settore Salute alla 6a IAS conference che si è tenuta a Roma dal 17 al 20 luglio. Si è trattato di un evento mondiale che ha sicuramente messo in luce tutti i problema che ancora HIV causa nel mondo, così come in Italia. La conferenza è, infatti, incominciata con una clamorosa (e rumorosa) protesta degli attivisti delle associazioni italiane di lotta contro l’AIDS che, al grido di “Promesse, non bugie“, hanno sottolineato che l’Italia dal 2009 non versa i contributi alla ricerca mondiale per la lotta contro il virus. D’altra parte l’assenza della politica italiana all’inaugurazione della conferenza è stata la risposta più lampante dell’interesse che HIV riscuote nei palazzi di governo nella capitale.

On line le relazioni sulla conferenza:

  1. IAS 2011
  2. IAS 2011: La scienza da sola non basta… (ma va?!)
  3. IAS 2011: obiettivo del millennio

Una presentazione dei laboratori HIVoices, è stata tenuta dal Responsabile Salute del Cassero a Catania, su invito delle sedi Arcigay di Catania e Messina, il 17 dicembre.

Nell’ambito delle celebrazioni legate al 8 marzo, abbiamo realizzato un interessante workshop sui sex toys in collaborazione con Betty&Books. A sottolineare che la celebrazione della festa della donna significa presa di coscienza non solo politica ma anche fisica, corporea. Il corpo diventa anche oggetto di desiderio e luogo fisico attraverso il quale si vivono le relazioni sentimentali e sessuali. Questa è una reazione in più per conoscersi, per avere consapevolezza e per misurarsi con la società nel modo più attivo e favorire un cambiamento in positivo. Il workshop è stato ideato, con la supervisione del Settore Salute, dalle donne lesbiche attive all’interno del Cassero, le quali hanno elaborato dei contenuti che potessero essere utili alla conoscenza e all’affermazione di sé e a vivere la sessualità in maniera serena e sicura.

Da segnalare che nella giornata del 8 novembre si è tenuto a Torino, il primo workshop nazionale sul test arisposta rapida, organizzato dal dott. Orofino dell’Ospedale Amedeo di Savoia. Il Responsabile del Settore Salute del Cassero è stato invitato a descrivere il percorso attuativo del nostro progetto denominato BKQ Checkpoint, che prevede la possibilità di eseguire un test rapido per l’HIV in un ambiente associativo non ospedalizzato.

il 1 dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, come sempre ha caratterizzato la chiusura dell’anno.

In occasione del 1 dicembre 2011 il Cassero ha esposto due enormi fiocchi rossi, realizzati dai nostri volontari, sia sull’ingresso principale, sia sopra l’accesso al piano inferiore. Un modo per segnalare ai bolognesi che i dati delle nuove infezioni a Bologna non sono affatto buoni e che la guardia deve essere tenuta alta.

Il Settore Salute ha elaborato, grazie all’aiuto di Kitchen, la simpatica campagna “Di che segno sei?“, tesa a sottolineare il fatto che, a prescindere dallo stato sierologico, per altro per lo più non noto, è importante dare sempre un segno di responsabilità usando il preservativo nei rapporti sessuali penetrativi. La campagna è stata promossa dai nostri volontari con l’ormai usuale banchetto realizzato in piazza Ravegnana dove, grazie al supporto di Masculan, abbiamo potuto distribuire ai e alle bolognesi diverse centinaia di preservativi, nonché informazioni sulla prevenzione.

Il 1 dicembre quest’anno è stato caratterizzato anche dalla realizzazione di ben due flash mob. Con il primoall’interno del Cassero, abbiamo interrotto la serata disco di mercoledì 30 novembre (poco dopo la mezzanotte) e, ripetendo lo slogan “sapere salva la vita“, abbiamo cercato di sensibilizzare il pubblico sull’importanza del test per l’HIV; il secondo, invece, è stato realizzato davanti alla stazione ferroviaria di Bologna. Si è trattato di un più classico Kiss In, ossia coppie, gay e/o etero, si sono baciate in pubblico tenendo in mano un preservativo, a significare che non è l’amore che proteffe dalle infezioni a trasmissione sessuale, ma il condom. La notizia è stata ripresa anche da RAI 3.

In chiusura voglio ringraziare i volontari di Cassero Salute. E’ grazie alla loro presenza ai banchetti durante le serate organizzate dall’associazione, che il tema della salute riceve quel minimo di attenzione che diversamente non avrebbe. I notti volontari inventano ogni volta modi strani per bloccare i passanti, interessarli al safer sex, distribuire preservativi. Anche nel 2011, infatti, il Cassero è stato in grado di distribuire oltre 10.000 preservativi e gel monouso.

Un ringraziamento speciale va anche ad Abbott, Kitchen, Masculan per le preziose collaborazioni.

Non ringraziamo invece Trenitalia che, con scuse di una banalità sconcertante, ha rifiutato il permesso di realizzare il flash mob nell’atrio della stazione centrale di Bologna in occasione della giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS. Tanto interessa a questa azienda la salute dei passeggeri, da non consentire un flash mob della durata di 2 minuti… meno del ritardo medio dei loro treni.

Sandro Mattioli
Responsabile Salute
Arcigay Il Cassero
salute@cassero.it

2 Dicembre 2011

Trenitalia declina l’invito di Cassero Salute

Archiviato in: Prevenzione — Tag:, , , , , — Cassero Salute @ 15:58

Nota stampa

Con grande amarezza, il Cassero Salute – il settore del Circolo Arcigay Il Cassero che da oltre 20 anni si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’HIV e a tutte le malattie a trasmissione sessuale - ha dovuto constatare per l’ennesima occasione, un’atteggiamento non collaborativo. Questa volta, a fare la parte del coniglio, è una delle più importanti aziende del paese: Trenitalia.

Durante i preparativi per la Giornata Mondiale sulla lotta all’AIDS, Cassero Salute ha pensato di realizzare un flash mob di pochi minuti all’interno dell’atrio principale della stazione di Bologna e per correttezza, ha presentato una richiesta formale di autorizzazione a Trenitalia. L’azione creativa, in programma per domenica 4 dicembre all’ora di pranzo, è molto semplice e non invasiva in quanto si tratta di un gruppo di persone che tutte insieme alla stessa ora si scambiano un bacio sulle labbra tenendo in mano un preservativo. Pochi minuti per lanciare un messaggio importante, nella settimana dove in tutto il mondo si svolgono azioni di questo tipo, volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento AIDS.

Trenitalia ha declinato l’invito alla collaborazione chiedendo agli organizzatori di non fare il flash mob in questo spazio, liquidando cortesemente la richiesta con poche righe:Innanzitutto le rivolgiamo i nostri sinceri apprezzamenti per le attività di sensibilizzazione che svolgete nella società, a tutela della salute dei cittadini e delle cittadine.
Abbiamo preso in esame la vostra richiesta in tempo utile, ma purtroppo negli ultimi mesi sono state riviste le procedure autorizzative degli eventi che si svolgono nelle stazioni di nostra gestione ed è stato deciso che, per policy aziendale, i flash mob non verranno più consentiti.”
scrive Letizia Ciancio responsabile Sviluppo Business e Relazioni Isituzionali, Relazioni esterne e Comunicazione, Comunicazione e Promozione per Grandi Stazioni e prosegue: “Questo unicamente al fine di garantire con assoluta priorità il miglior servizio ai frequentatori delle stazioni ed ai passeggeri in transito, tutelando contemporaneamente il lavoro dei colleghi di Grandi Stazioni e dei nostri partner commerciali. Certi che comprenderete le ragioni sopra esposte e con l’augurio del miglior successo per le vostre iniziative, voglia gradire i miei più cordiali saluti”.

Non si può da un lato scrivere che bravi che siete a sensibilizzare la gente, e dall’altro dire: purché non siano i nostri clienti quelle persone.” afferma Sandro Mattioli, responsabile salute di Arcigay Bologna e aggiunge: “la responsabilità sociale d’impresa va a farsi benedire! Trenitalia ha dimostrato una agghiacciante insensibilità verso un evento di comunicazione sociale della durata massima di 2/3 minuti. Meno del ritardo medio dei loro treni locali!”.

Il flash mob resta dunque confermato nella modalità e nell’orario (domenica 4 dicembre alle ore 13.30), ma si svolgerà in Piazzale Medaglie d’Oro, davanti all’ingresso principale della stazione, anziché nell’atrio. L’azione scelta per l’occasione è il classico “kiss-in”: i partecipanti in coppia (etero o gay) si baceranno simultaneamente a un segnale convenuto, tenendo in mano, pronto, un preservativo. Il flash mob vuole evidenziare come l’amore, simboleggiato dal bacio, non ci mette al sicuro dall’HIV così come dalle altre infezioni a trasmissione sessuale. Proteggersi è, appunto, un segno di responsabilità.

28 Novembre 2011

Di che segno sei?

Di che segno sei?

Positivo o negativo, dai un segno di responsabilità.

Cassero Salute lancia la nuova campagna in occasione del 1 dicembre

la Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS

Comunicare un messaggio forte, con urgenza e farlo arrivare a tutti, senza fermarsi al 1 dicembre. Queste le richieste fatte dal settore Cassero Salute all’agenzia Kitchen che ha raccolto il guanto della sfida e ha realizzato una campagna di comunicazione intelligente e divertente sull’uso del preservativo come strumento fondamentale nella lotta all’AIDS e a tutte le infezioni trasmissibili sessualmente (ITS). Come ogni anno infatti, il 1 dicembre il Cassero Salute presenta e diffonde la nuova campagna di comunicazione e questa volta in particolare, ha scelto un concetto che si spinge ben oltre la Giornata Mondiale di lotta all’AIDS, spalmandosi mese per mese, segno per segno, durante tutto l’arco del 2012.

L’idea alla base della nuova campagna è di giocare sulle parole “segno positivo”, “segno negativo” e “segno zodiacale” per arrivare a delineare 12 profili che veicolano le importanti informazioni contenute in un opuscolo dove i segni zodiacali sono coperti dal preservativo e annunciano le previsioni per il 2012 sul tema amore-sesso.

La campagna si compone di un manifesto e di un opuscolo stampato in 3.000 copie. Ma i 12 segni saranno protagonisti in questi giorni di due operazioni importanti: come prima cosa il Cassero Salute ha pubblicato le 12 icone sul proprio sito e le ha rese downlodabili invitando tutti a utilizzare il proprio segno come foto profilo nell’uso dei social network nella giornata del 1 dicembre, per dare un “segno positivo” di massa, attraverso una diffusione individuale che ognuno può supportare con Facebook, Twitter, Google+, etc. Inoltre, la campagna verrà diffusa anche attraverso “Cassero”, l’house organ cartaceo del Cassero che già a partire dal prossimo numero darà spazio all’originale oroscopo.

La campagna pone una domanda molto diffusa che viene fatta quando si conosce una nuova persona: “di che segno sei?”. E’ un gioco di parole che fa subito pensare all’ambito zodiacale ma che sconfina, grazie alla grafica, in un gioco di significati molto chiari: a nessuno verrebbe in mente di chiedere lo stato sierologico di un partner, specie se occasionale, anche perché sono poche le persone che conoscono veramente il proprio stato sierologico.

Il claim chiude il cerchio annunciando: “Positivo o negativo dai un segno di responsabilità”, introducendo così il concetto di responsabilità morale, che devono avere tutte le persone a prescindere dal proprio stato sierologico, nel proteggere se stessi nei rapporti sessuali penetrativi.

I dati della sorveglianza regionale affermano che è elevatissimo il numero dei cosiddetti “late presenters” ossia persone che arrivano alla diagnosi quando sono ormai in Aids. Pertanto non vale mai la pena di rischiare, meglio appunto essere responsabili. Una responsabilità che dev’essere quindi in carico a tutti! Non solo a chi è a conoscenza del proprio “segno”. Non è pensabile aspettarsi che dipenda dalle sole persone sieropositive appunto perché in buona parte dei casi non sanno di esserlo. Soprattutto nella città di Bologna che vede una elevata prevalenza di sieropositivi nella comunità gay.

Lo slogan internazionale della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids è “Getting to zero”, ossia arrivare a zero: zero nuove infezioni, zero morti per aids, la fine delle discriminazioni entro il 2015. Un obiettivo ambizioso che prevede un cambiamento forte nella cultura LGBT italiana che non può più fingere che il problema non la riguardi, ma deve fronteggiare il tema del HIV.

La campagna “Di che segno sei?” è stata realizzata dal Cassero Salute con la consulenza di Kitchencoop, sostenuta dal Comitato Arcigay “Il Cassero” e sponsorizzata da Masculan.

Per avere più informazioni e scaricare le 12 icone:

www.casserosalute.it

Sandro Mattioli
Responsabile Salute
Arcigay Il Cassero Bologna

31 Agosto 2011

No sex, we’re Ilga-(Europe).

Archiviato in: Prevenzione, seminari/conferenze — Tag:, , , , — Cassero Salute @ 20:08

È davvero curiosa la decisione del direttivo di Ilga-Europe di vietare la presenza del condom nel welcome kit dei delegati alla conferenza annuale dell’Associazione, che si terrà a Torino a fine ottobre.

È curioso che proprio ad una organizzazione europea sfugga la portata politica di un preservativo donato ufficialmente da un organismo, come Ilga-Europe, ai partecipanti alla annual conference.

Un gesto che, a prescindere che il condom venga o meno usato (in effetti i delegati non sono li per il sesso), presuppone un impegno alla prevenzione, un gesto concreto a tutela della salute, in altre parole una attenzione ufficiale, un invito esplicito di Ilga-Europe a tutte le associazione LGBT d’Europa a porre maggiore attenzione ai temi della prevenzione, della salute.

Il massimo concesso è la possibilità di offrire preservativi, magari in un cesto all’ingresso così che chi è già sensibile al tema ne possa approfittare, con buona pace di chi ancora ha dubbi, perplessità rispetto a temi come le MTS e il loro possibile collegamento al mondo LGBT in chiave discriminatoria.

Se sono queste le posizioni, francamente piuttosto ipocrite, del board di Ilga-Europe, che spero vivamente voglia riconsiderare le sue decisioni, mi chiedo che senso ha parlare di salute e prevenzione in workshop appositamente pensati per l’occasione come stiamo preparando. Soprattutto stante lo scarso interesse sin qui dimostrato da Ilga-Europe su temi vitali per la popolazione LGBT come quello relativo al HIV.

L’ultima conferenza mondiale sull’AIDS, tenutasi a Vienna nel luglio del 2010, fin dalla overview iniziale ha cercato di porre l’accento sul collegamento fondamentale fra diritti umani e HIV, sono stati portati numerosi studi a supporto di un dato allarmante: laddove la discriminazione, anche e soprattutto nei confronti dellepersone LGBT, è presente, L’HIV si diffonde con maggiore facilità.

Vienna non è certo stata scelta a caso, ma per il suo ruolo storico di ponte fra Europa occidentale e

orientale, dove il problema dei diritti umani tocca la carne viva delle persone LGBT.

Ma noi abbiamo il veto del board di Ilga-Europe e i delegati non riceveranno una indicazione politica precisa, prenderanno, se vorranno, uno strumento di prevenzione nelle pratiche sessuali gentilmente offerto dagli organizzatori.

The decision of Ilga-Europe Board to ban condoms in the welcome kit for the delegates of the Association’s annual conference – which is scheduled in Turin at the end of October – is really curious.


It’s curious that a European organization could miss the political significance of a condom officially given by a political organism, as Ilga-Europe, to the delegates of the annual conference.

Powerful, fast, imaginative, HIV-positive. If you discriminate, you lose the positive aspects

Aside from whether or not the condom is used (delegates are not actually there for sex), this is a gesture which implies an effort to prevention, a concrete act of health protection, in other words an official expression of care and an explicit invitation of Ilga-Europe to all European LGBT associations to place further attention on prevention and healthcare.

The maximum granted, instead, is the possibility to offer condoms, maybe on a basket placed at the entrance, so that who is already sensitive to the theme could take advantage of them, while whoever still has doubts and perplexities about subjects as the STDs related to the LGBT world would be ignored.

I really hope for a reconsideration of these decisions. Meanwhile, though, if these are the – I would say pretty hypocrite – positions of the Ilga-Europe board, I ask myself what is the point of talking about health and prevention in the workshops that were expressly planned and that we are currently preparing for this event, in light of the little interest so far displayed by Ilga-Europe in vital subjects for the LGBT population as HIV is.

The last International AIDS conference, held in Vienna in July 2010, tried to put the stress on the fundamental link between human rights and HIV. Several studies were presented, supporting an alarming fact: where there is discrimination – also and mainly towards LGBT people – the HIV spreads easier. Certainly Vienna was not chosen randomly; it was chosen for its historical role of a bridge between Western and Eastern Europe, where the issue of human rights concretely concerns LGBT people.

However, we have the Ilga-Europe board veto, and the delegates will not receive a precise political indication. They will just take, if they wish, an instrument of prevention in sexual activities, gently offered by the organizers.

Sandro Mattioli
Responsabile salute
Arcigay Il Cassero.

22 Giugno 2011

La pillola del giorno dopo?

Archiviato in: Diritti, Prevenzione — Tag:, , — Cassero Salute @ 11:13

La “grande notizia” di questi ultimi giorni è che all’Ospedale di Formia c’è un infettivologo che al posto della PEP avrebbe dato ad un paziente, una singola compressa di Truvada chiamandola “la pillola del giorno dopo”.

Ammesso che il paziente fosse fuori tempo massimo per la somministrazione della profilassi post esposizione o non rientrasse nei canoni e, ovviamente, ammesso che la notizia corrisponda al vero (ma non vedo perché un paziente avrebbe dovuto scrivermi delle menzogne simili), non si capisce in base a cosa lo specialista si sia sentito in dovere prendere per i fondelli il suo paziente dandogli una singola compressa di un farmaco antiretrovirale, così… a fantasia.

L’estro italiano conosce una nuova frontiera.

Ritorno quindi sul tema PEP (o PPE) per chiarire una volte per tutte che la profilassi post esposizione NON è assolutamente la pillola del giorno dopo.

Non è qualcosa che risolve il problema dell’esposizione sessuale al hiv (anzi potrebbe non funzionare affatto), né qualcosa che ci consente di rinunciare al preservativo e scopare chiunque ci capiti a tiro. Niet.

La PEP è un tentativo estremo, e non è detto che funzioni, di evitare che hiv si replichi nell’organismo ospite e inizi così il suo dannoso, e dannato, “lavoro”.

In concreto la profilassi prevede un regime di combinazione di tre farmaci antiretrovirali per un periodo di 28 giorni, altro che una compressa e via.

Questo può comportare l’insorgere di alcuni problemi di assestamento per l’organismo, comunemente chiamati effetti collaterali: nausea, diarrea, mal di testa, ecc. Non è detto che ve li becchiate tutti né che colpiscano tutti i pazienti, ma vanno messi in conto.

È decisamente meglio cercare di fare attenzione, usare il preservativo adatto al proprio pene e molto lubrificante, tuttavia in caso di incidenti quali la rottura del profilattico, la PEP è una possibilità alla il paziente deve poter accedere.

Se vi capita uno di questi incidenti durante il classico week end di follie o comunque di notte, la cosa migliore da fare è recarsi al pronto soccorso e chiedere una consulenza urgente con l’infettivologo di guardia. Oppure, durante la settimana in orario di apertura, potete rivolgervi direttamente al reparto malattie infettive del centro clinico più vicino. URGENTE perché il trattamento deve iniziare al massimo entro 48 ore dall’evento a rischio di contagio da hiv, come da linee guida ministeriali.

La somministrazione della PEP è rimessa al giudizio dell’infettivologo, tuttavia le citate linee guida raccomandano la profilassi secondo una casistica ben definita che riporto:

Esposizioni non occupazionali:

Modalità di esposizione

Paziente fonte

Rapporto anale, vaginale, orale recettivo con eiaculazione interna

HIV+*

oppure

HIV negativo ma con storia o patologia in atto indicative di esposizione a rischio molto recente (p. es. epatite virale acuta, infezioni a trasmissione sessuale)

oppure

Sierologia per HIV non nota in soggetto con comportamenti ad alto rischio

oppure

In caso di violenza sessuale

Rapporto anale o vaginale insertivo senza protezione o con protezione inefficace

HIV+*

Rapporto anale, vaginale, orale recettivo senza eiaculazione interna senza protezione

HIV+*

oppure

In caso di violenza sessuale

Scambio di siringa o altro materiale usato in comune con altri per l’uso di droga

A prescindere dallo stato sierologico della fonte

* Il rischio è significativamente ridotto se la fonte è in terapia ARV con viremia stabilmente non rilevabile negli ultimi mesi; aumentato se si verificano traumi (es. traumatismi in seguito a violenza), se c’è presenza di sangue o IST in atto soprattutto se con malattia ulcerativa.

In situazioni diverse da quelle indicate, la PPE può essere presa in considerazione da un esperto sulla base di una valutazione del rischio che tenga conto della efficienza di trasmissione propria della modalità di esposizione e della contagiosità della fonte.

Fra le altre cose le linee guida richiedono una seconda visita a una settimana dall’inizio del trattamento per verificare la tollerabilità e l’aderenza. Richiede anche ovviamente un controllo clinico alla fine del periodo a prescindere che il trattamento sia stato completato o meno.

In caso di esposizione sessuali sono inoltre consigliati test diagnostici per le epatiti A, B, C, per sifilide e altre IST.

Sandro Mattioli
Responsabile Salute
Arcigay Il Cassero
Bologna

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