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	<title>BLOG Cassero Salute</title>
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	<description>Il Progetto Cassero Salute</description>
	<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 08:42:57 +0000</pubDate>
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		<title>HIVoices - la ricerca</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 16:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[seminari/conferenze]]></category>

		<category><![CDATA[Cassero salute]]></category>

		<category><![CDATA[essere sieropositivi in Italia]]></category>

		<category><![CDATA[HIVoices]]></category>

		<category><![CDATA[Lelleri]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche in Italia, i gay HIV+ costituiscono una parte importante sia della popolazione gay che di quella HIV+.
Ciononostante, poco si sa su come vivano e cosa pensino.
La ricerca HIVOICES (qui è possibile scaricare il REPORT) contribuisce a colmare questo vuoto. L&#8217;indagine è stata realizzata durante l&#8217;estate 2011. Ha coinvolto i partecipanti di 3 edizioni del laboratorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices_sito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-930" title="hivoices_sito" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices_sito-300x129.jpg" alt="" width="300" height="129" /></a>Anche in Italia, i gay HIV+ costituiscono una parte importante sia della popolazione gay che di quella HIV+.</p>
<p>Ciononostante, poco si sa su come vivano e cosa pensino.<br />
La ricerca HIVOICES (qui è possibile scaricare il <a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/report_hivoices_15.pdf">REPORT</a>) contribuisce a colmare questo vuoto. L&#8217;indagine è stata realizzata durante l&#8217;estate 2011. Ha coinvolto i partecipanti di 3 edizioni del laboratorio <strong><a href="http://www.casserosalute.it/campagne_iniziative_hivoices_3-d-291.html" target="_blank">HIVoices</a></strong>. 12 sono state le storie di vita raccolte tramite interviste faccia-a-faccia e 50 i questionari on line auto-compilati, in 9 regioni - soprattutto del Nord e Centro Italia.</p>
<p><strong><em>Raffaele Lelleri</em></strong> è stato il responsabile scientifico dello studio.</p>
<p>D - Raffaele, raccontaci com&#8217;è stato fare questa ricerca.<br />
R - E&#8217; stata un&#8217;esperienza molto importante per me - come persona, come gay, come cittadino e come sociologo. I temi trattati e le persone che ho incontrato mi hanno fatto molto riflettere. Ho imparato molto.<br />
Questa ricerca è stata una sfida sotto molti aspetti. Desidero ringraziare Priscilla Berardi, che ha collaborato all&#8217;analisi, e i numerosi colleghi e colleghe, amici ed amiche, che mi hanno consigliato e sostenuto. Credo che i risultati che abbiamo ottenuto tutti assieme siano molto significativi per il nostro Paese.</p>
<p>D - Qual&#8217;è la fotografia che emerge sui gay HIV+ oggi in Italia?<br />
R - E&#8217; un&#8217;immagine con chiari e scuri.<br />
Da un lato vi sono vari aspetti positivi, quali:</p>
<ul>
<li>l&#8217;ottimismo</li>
<li>la partecipazione</li>
<li>le condizioni fisiche di salute</li>
<li>le abilità nelle pratiche sessuali</li>
<li>la rielaborazione del &#8220;lutto&#8221; relativo alla siero-conversione</li>
<li>la visibilità con gli operatori sanitari</li>
<li> la fiducia e la soddisfazione nei confronti degli operatori sanitari - specie nei casi in cui è un unico specialista ad avere in cura la persona.</li>
</ul>
<p>Dall&#8217;altro lato, altrettanto frequenti sono ora e/o sono stati nel passato elementi critici, come ad esempio:</p>
<ul>
<li>i pensieri di suicidio</li>
<li>i rischi corsi nelle pratiche sessuali</li>
<li>l&#8217;insoddisfazione per la propria vita sessuale</li>
<li>le esperienze di rifiuto</li>
<li>l&#8217;invisibilità sociale in quanto persona con HIV</li>
<li>la fatica nel continuare a tenere desta l&#8217;attenzione sui rischi di trasmissione del virus, specie nel rapporto di coppia</li>
</ul>
<p>D - Ma i gay HIV+ sono tutti uguali?<br />
R - No, sono un gruppo piuttosto eterogeneo. C&#8217;è una netta linea di demarcazione al loro interno: chi è in trattamento farmacologico e chi no.<br />
Si tratta di un gruppo che va cercandosi e sta costruendo una sorta di identità collettiva comune.<br />
E&#8217; un gruppo, inoltre, che si mostra informato e allo stesso tempo cauto nei confronti delle innovazioni farmacologiche e curative elaborate dal mercato e dalla comunità medica, ad eccezione dell&#8217;inizio precoce del trattamento, che raccoglie infatti vasti consensi.</p>
<p>D - C&#8217;è qualche risultato che ti è rimasto particolarmente impresso?<br />
R- Sì, almeno un paio. Il primo riguarda la domanda: &#8220;Quale pensi che sia stata la tua principale modalità di trasmissione del HIV?&#8221; (fig.1)</p>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/figura-1.bmp"><img class="alignnone size-medium wp-image-973" title="figura-1" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/figura-1.bmp" alt="Figura 1" /></a></p>
<p>Spiccano alcune tendenze importanti, secondo me.</p>
<ul>
<li>Innanzitutto, molto più variegata del previsto è la modalità percepita della propria infezione.</li>
<li>Non tutti i gay HIV+ raccontano di essere entrati in contatto col virus per via sessuale.</li>
<li>Inoltre, non tutti coloro che si sono infettati per via sessuale attribuiscono direttamente la causa al sesso penetrativo anale non protetto con un uomo. Il sesso di altro tipo e il rapporto oro-genitale raccolgono infatti quasi 1 caso su 4.</li>
<li>Più di 1 persona su 20 dichiara di non sapere il motivo del proprio contagio.</li>
<li>Il 30,6%, in conclusione, riporta una modalità di trasmissione dell&#8217;HIV non &#8220;standard&#8221;, secondo l&#8217;epidemiologia, o non ne menziona alcuna.</li>
</ul>
<p>D- E il secondo risultato di rilievo?<br />
R- Riguarda il trattamento farmacologico.<br />
Abbiamo chiesto che timori hanno e/o hanno avuto nei confronti dei farmaci (Fig. 2).</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/figura-2.bmp"><img class="size-medium wp-image-970 aligncenter" title="figura-2" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/figura-2.bmp" alt="Figura 2" width="648" height="464" /></a>Con l&#8217;eccezione dei timori per gli effetti collaterali negativi di lungo periodo, che risultano sostanzialmente costanti, le risposte raccolte sono molto diverse a seconda della condizione in cui si trovano gli intervistati.<br />
Tre sono le ipotesi da tenere presenti, secondo me, per interpretare queste differenze:</p>
<p style="text-align: left;">
<ol>
<li>Tra chi è ora in trattamento, nettissima è la differenza tra i timori attuali e quelli attesi all&#8217;inizio dello stesso: le persone hanno molto meno timore ora di un tempo. Di certo, influisce il sostanziale miglioramento dei farmaci immessi sul mercato in questi anni.</li>
<li>Questa non può però essere l&#8217;unica spiegazione, visto che rilevante è la differenza, tutta incentrata sul tempo presente, che c&#8217;è tra chi è in trattamento e chi non lo è. Indipendentemente dagli aspetti meramente tecnici e farmaceutici, vi è probabilmente un elemento di tipo &#8216;esperienziale&#8217; a fare la differenza: chi non ne ha contatto diretto tende ad avere più timore degli altri perché le uniche informazioni che possiede e su cui fonda le proprie opinioni sono mediate e restituiscono una realtà datata e non più attuale. Questo quadro è del resto coerente con due ulteriori peculiarità:
<ul>
<li>il fatto che nel nostro Paese le rappresentazioni sociali più radicate sull&#8217;HIV/AIDS siano ancora quelle degli anni &#8216;90 (la campagna dell&#8217;&#8221;alone viola&#8221;), comprese quelle sulla terapia;</li>
<li>il fatto che la maggior parte dei rispondenti racconti di avere avuto, prima del laboratorio HIVoices, molto poche occasioni di scambio e di confronto personale con persone HIV+ (che avrebbero potuto informarli sull&#8217;evoluzione, e sui successi conseguiti, della terapia).</li>
</ul>
</li>
<li>Infine, un terzo ordine di motivi, tra le persone in terapia, riguarda una caratteristica frequente del momento dell&#8217;inizio del trattamento. Esso è solitamente un momento di elevati stress ed incertezza per il paziente, che tenderebbe quindi a sovrastimare, in quella fase, atteggiamenti di preoccupazione e di ansia.</li>
</ol>
<p>Al di là di queste tre ipotesi, è chiaro che quello nei confronti dei farmaci è un atteggiamento complesso e dinamico, che contiene anche elementi psicologici e sociali, come ad esempio: le aspettative, le relazioni<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/medicine.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-297" title="Drugs" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/medicine-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>interpersonali, le opinioni, le incertezze, gli equivoci&#8230;</p>
<p>Tutto ciò deve essere debitamente conosciuto e preso in considerazione da parte dei medici e delle industrie farmaceutiche, se il loro obiettivo è relazionassi autenticamente con il paziente, al fine, ad esempio, di ottenere l&#8217;adesione e la fiducia. Soluzioni meramente &#8216;tecnologiche&#8217; (ad esempio: la &#8216;pillola unica&#8217;) rischiano di non centrare l&#8217;obiettivo se non vengono comunicate efficacemente e se non trovano risposte significative ai bisogni reali delle persone con HIV.<br />
La terapia non può essere data per scontata, in altre parole, ma va adeguatamente compresa e soprattutto fatta propria e condivisa dal paziente.</p>
<p>I risultati dell&#8217;indagine verranno diffusi e presentati nel dettaglio in occasione di una giornata seminariale che si terrà il prossimo 14 maggio all&#8217;interno delle manifestazioni legate al <strong>Pride nazionale di Bologna</strong>.</p>
<p>Sandro Mattioli<br />
Responsabile Salute<br />
Arcigay Il Cassero</p>
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		<title>Il Cassero fa pornografia&#8230; evviva il Cassero.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 23:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>

		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>

		<category><![CDATA[convenzione Cassero]]></category>

		<category><![CDATA[Facci]]></category>

		<category><![CDATA[pornografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consigliere Facci (PdL), sostiene che il Cassero fa pornografia e legge in Consiglio Comunale a Bologna, parte del sito casserosalute.it&#8230; Evviva.
Come ho già avuto modo di scrivere, giusto un anno fa su questo stesso blog, per il bigottismo ipocrita che percorre certa parte della nostra società non provo molto interesse. Ma visto che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consigliere <strong>Facci</strong> (PdL), sostiene che il Cassero fa pornografia e legge in Consiglio Comunale a Bologna, parte del sito casserosalute.it&#8230; Evviva.</p>
<p>Come ho già avuto modo di scrivere, giusto un anno fa su questo stesso blog, per il bigottismo ipocrita che percorre certa parte della nostra società non provo molto interesse. Ma visto che il Consigliere Francesco Errani (PD) ha invitato Facci &#8220;a superare le provocazioni ed entrare nel merito&#8221;, cosa che condivido, entriamo pure nel merito.</p>
<p>Alcuni anni fa, la comunità omosessuale londinese fu soggetta ad un picco epidemico di epatite A. Per arginarne l&#8217;espansione, in effetti preoccupante, il NHS, <em>National Health Service</em>, d&#8217;accordo con l&#8217;associazionismo gay locale, produsse e diffuse un opuscolo appositamente ideato per la comunità gay contenente chiare ed esplicite istruzioni su come avviene il contagio e come evitarlo. Sulla copertina dell&#8217;opuscolo della sanità pubblica inglese, campeggiava un bel sedere di uomo&#8230; si perché, casomai al Consigliere non fosse chiaro, ai gay l&#8217;epatite A raramente viene perché mangiano cozze avariate&#8230; info sul sito porno: www.casserosalute.it.<br />
<span>Evidentemente il servizio sanitario inglese ritenne che stimolare la fantasia sessuale dei gay, per inviare chiari messaggi di prevenzione era un rischio che si poteva correre e comuque minore della diffusione virus dell&#8217;epatite A.</span></p>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/opuscolo-epatite-a-pagina-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-951" title="opuscolo-epatite-a-pagina-1" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/opuscolo-epatite-a-pagina-1-165x300.jpg" alt="" width="165" height="300" /></a>Poco tempo fa, abbiamo avuto il medesimo problema a Bologna Una serie di picchi epidemici di epatite A nella comunità gay. Sollecitato da telefonate preoccupate di alcuni medici, proposi lo stesso strumento all&#8217;Azienda sanitaria di Bologna che approvò i contenuti ma bocciò il &#8220;sedere&#8221;. Dopo alcune trattative, l&#8217;opuscolo uscì con in copertina quattro piccole riproduzioni monocromatiche simil pop art dello stesso sedere maschile. Dopo tutto poteva passare per arte.</p>
<p>Ma non è tutto.</p>
<p>Nel corso della Conferenza mondiale AIDS tenutasi nel 2008 a Città del Messico, ho potuto assistere personalmente alla presentazione di uno studio australiano, molto interessante, dal titolo: &#8220;<strong><a href="http://www.iasociety.org/Default.aspx?pageId=11&amp;abstractId=200713923" target="_blank">The thrills, chills and spills of working with sexually explicit materials in the new gay mainstream</a></strong>&#8221; (AIDS 2008, Abstract nr. THPE0371 per chi vuole controllare). Lo studio sosteneva, dati alla mano, che è possibile utilizzare materiale pornografico per veicolare messaggi di prevenzione nella comunità omosessuale. Studio pagato dal Victorian AIDS Council. In pratica dallo Stato di Victoria.</p>
<p>Sulla scorta di quello studio e di altri simili, poco tempo dopo nei locali gay londinesi apparve un opuscolo dal titolo inequivocabile &#8220;<strong><a title="Hot Sex" href="http://www.gmfa.org.uk/londonservices/booklets-and-postcards/hot-sex-over-18.html" target="_blank">HOT SEX!</a></strong>&#8221; scaricabile dal sito dell&#8217;associazione inglese GMFA; di li a poco ecco apparire on line il sito australiano <strong><a href="www.protection.org.au" target="_blank">www.protection.org.au</a></strong>, sempre del Victorian Aids Council.</p>
<p>Alla faccia della commedia &#8220;no sex we&#8217;re British&#8221;!</p>
<p>Lo Stato australiano di Victoria ha preso a cuore la questione safex sex nella comunità gay al punto da<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/victoria.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-276" title="victoria" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/victoria-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a>finanziare una soap opera dal titolo &#8220;Queer ad fxxk&#8221;, pubblicata su Facebook e YouTube.</p>
<p>Sta di fatto che alla <a href="http://www.femp2011.eu" target="_blank">FEMP</a> Conference, che si è recentemente tenuta a Stoccolma, il relatore venuto dallo Stato di Victoria è stato l&#8217;unico a poter mostrare un bellissimo grafico con i dati delle nuove infezioni da HIV in netto calo, nella gay community locale.</p>
<p>Come siamo messi a Bologna? Il Consigliere ha letto il rapporto della sorveglianza regionale su HIV?</p>
<p>La nostra Regione si è dotata di un efficiente servizio di sorveglianza sanitaria su HIV, come previsto dalla normativa vigente, e dal <a href="http://www.helpaids.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/3%252F2%252F4%252FD.9364b10068cc54f256f9/P/BLOB%3AID%3D222" target="_blank">report</a> risulta che il 46,2% dei nuovi casi di HIV a Bologna riguarda i gay. E non è che siamo più bravi di altri, facciamo spesso il test e quindi i casi di HIV nella gay community si scoprono più facilmente, perché è alta anche la percentuale dei &#8220;late presenters&#8221;, ossia le persone che arrivano tardi alla diagnosi di HIV.</p>
<p>Il settore salute del Cassero dice in modo chiaro, semplice e diretto come fare sesso protetto, come provare piacere anche nella prevenzione perché questa Associazione ha davvero a cuore la salute sessuale degli omosessuali.</p>
<p>Casserosalute.it è un sito apprezzato e frequentato da diverse migliaia di utenti ogni mese, molti di questi ci scrivono complimentandosi proprio per il linguaggio finalmente chiaro e comprensibile.</p>
<p>Questa Associazione fa prevenzione, ha distribuito oltre 20.000 preservativi e altrettanti lubrificanti monouso nel 2011, i nostri laboratori rivolti a MsM sieropositivi hanno destato interesse sia livello nazionale (<strong><a title="ICAR 2011" href="http://www.youtube.com/watch?v=RwEFRFxsEps&amp;feature=plcp&amp;context=C3d4ce28UDOEgsToPDskLtaaTHpPHr1cs6jwjpF51V" target="_blank">ICAR 2011</a></strong>), che internazionale (<a title="FEMP" href="http://vimeo.com/31914185" target="_blank">FEMP 2011</a>).</p>
<p>Il Cassero fa pornografia? Magari potesse davvero come gli australiani e magari potesse farlo contando su fondi statali, come in quel Paese, dove i politici dimostrano un vero interesse per la prevenzione invece di prese di posizione ipocrite, dettate da mera speculazione di fazione politica, con buona pace della salute dei cittadini omosessuali che vivono a Bologna.</p>
<p>Sandro Mattioli<br />
Responsabile Salute<br />
Arcigay Il Cassero<br />
Bologna</p>
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		<title>Relazione attività Settore Salute 2011</title>
		<link>http://www.casserosalute.it/blog/?p=904</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 18:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anno 2011 ha visto il consolidarsi della attività del settore Salute in ambito nazionale e internazionale, delle collaborazioni con altre associazioni di lotta contro l&#8217;HIV/AIDS, un tema che ad oggi è ancora un&#8217;emergenza per tutte le persone LGBT, degli interventi concreti nei confronti delle persone MsM sieropositive.
Forte, infatti, è stato l&#8217;impegno del Settore in quest&#8217;ambito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://vimeo.com/34195788" target="_blank"><strong>anno 2011</strong></a> ha visto il consolidarsi della attività del settore Salute in ambito nazionale e internazionale, delle collaborazioni con altre associazioni di lotta contro l&#8217;HIV/AIDS, un tema che ad oggi è ancora un&#8217;emergenza per tutte le persone LGBT, degli interventi concreti nei confronti delle persone MsM sieropositive.</p>
<p>Forte, infatti, è stato l&#8217;impegno del Settore in quest&#8217;ambito come dimostrano i laboratori <em><a title="HIVoices" href="http://www.casserosalute.it/campagne_iniziative_hivoices_2-d-278.html" target="_blank">HIVoices</a></em>, realizzati dal<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices_sito.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-930" title="hivoices_sito" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices_sito-300x129.jpg" alt="" width="300" height="129" /></a> 6 al 8 maggio e dal 16 al 18 settembre; laboratori &#8220;base&#8221; ai quali è seguito un nuovo laboratorio &#8220;advanced&#8221; <em><a title="Sono Sieropositivo" href="http://www.casserosalute.it/campagne_iniziative_hivoices_2-d-278.html" target="_blank">Sono Sieropositivo</a></em>, realizzato dal 9 al 11 settembre e riservato ai 46 partecipanti a HIVoices. Anche i tre laboratori del 2011, sono stati condotti da <strong>Emanuele Pullega</strong> e <strong>Filippo Porcari</strong> e sono stati resi possibili grazie al contributo e all&#8217;aiuto di <a href="http://www.abbottitalia.com/" target="_blank">Abbott</a> e <a href="http://www.kitchencoop.it/" target="_blank">Kitchen</a>.</p>
<p>L&#8217;esperienza dei nostri laboratori è stata portata anche a <a title="ICAR" href="http://www.icar2011.it" target="_blank"><strong>ICAR 2011</strong></a>, la conferenza italiana sull&#8217;AIDS, che si è tenuta Firenze dal 27 al 29 marzo. A ICAR, infatti, abbiamo avuto l&#8217;opportunità di presentare un abstract sui laboratori HIVoices. Si è trattato di una <a title="Presentazione a ICAR" href="http://www.youtube.com/watch?v=RwEFRFxsEps&amp;feature=plcp&amp;context=C3d4ce28UDOEgsToPDskLtaaTHpPHr1cs6jwjpF51V" target="_blank"><strong>presentazione</strong></a> orale abilmente tenuta da <strong>Filippo Porcari</strong>. L&#8217;abstract è stato ovviamente pubblicato sulla rivista <em>Infection</em>, edizione speciale per ICAR. La presenza delle <a title="Attivisti a ICAR" href="http://www.flickr.com/photos/cassero-salute/sets/72157626422000160/" target="_blank">associazioni</a><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/community-a-icar.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-677" style="margin-right: 5px; margin-left: 5px; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="community-a-icar" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/community-a-icar-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> ad ICAR 2011 è stata decisamente importante.</p>
<p>Sempre grazie al prezioso contributo di Abbott, <strong>Raffaele Lelleri</strong>, e i suoi collaboratori, hanno realizzato una interessate survey sui partecipanti ai quattro laboratori. Sia i primi risultati della ricerca, sia il percorso laboratoriale, sono stati presentati da Raffaele Lelleri e da <strong>Emanuele Pullega</strong> a Torino durante la 15a conferenza annuale di <a title="Ilga-Europe a Torino" href="http://www.ilga-europe.org/home/about_us/annual_conference/turin_2011" target="_blank"><strong>ILGA-Europe</strong></a> (27-30 ottobre) durante un workshop sul tema del HIV/AIDS curato dal Responsabile Salute del Cassero e dalla Responsabile Salute di Arcigay nazionale, Rebecca Zini.</p>
<p>La realizzazione del workshop ha visto la collaborazione del Cassero con i responsabili di altre associazioni europee quali <strong>Antons Mozalevskis</strong>, dell&#8217;associazione lituana Mozaika, e <strong>Ferenc Bagyinszky</strong> di <a title="EATG" href="http://www.eatg.org/" target="_blank">EATG</a> (European AIDS Treatment Group).</p>
<p>On line la presentatione della conferenza: <strong><a title="XV ILGA-Europe annual conference Torino" href="www.casserosalute.it/blog/?p=817" target="_blank">XV ILGA-Europe annual conference</a></strong></p>
<p>Un nostro abstract è stato accettato anche da <a title="FEMP" href="http://www.femp2011.eu" target="_blank"><strong>FEMP 2011</strong></a>, la prima conferenza europea sul futuro della<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices-ilga-europe.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-932" style="margin: 5px;" title="hivoices-ilga-europe" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices-ilga-europe-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>prevenzione fra gli MSM, che si è tenuta a Stoccolma dal 11 al 12 novembre. Anche in questo caso <a title="Presentazione Pullega a FEMP" href="http://vimeo.com/31914185" target="_blank"><strong>Emanuele Pullega</strong></a> ha parlato dell&#8217;esperienza dei laboratori del Cassero durante un workshop dal tutolo &#8220;<em><strong>Better life for positive men</strong></em>&#8220;. Con l&#8217;occasione abbiamo realizzato un <a title="opuscolo HIVoices" href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices_opuscolo_web.pdf" target="_blank"><strong>opuscolo</strong></a> bilingue curato da Kitchen, che è stato molto apprezzato dai partecipanti a FEMP, convenuti da tutta Europa.</p>
<p>Di grande interesse è stata la partecipazione del nostro Settore Salute alla 6a <a title="IAS Conference" href="http://www.ias2011.org/" target="_blank"><strong>IAS conference</strong></a> che si è tenuta a Roma dal 17 al 20 luglio. Si è trattato di un evento mondiale che ha sicuramente messo in luce tutti i problema che ancora HIV causa nel mondo, così come in Italia. La conferenza è, infatti, incominciata con una clamorosa (e rumorosa) protesta degli attivisti delle associazioni italiane di lotta contro l&#8217;AIDS che, al grido di &#8220;<a title="Promesse non bugie" href="http://www.youtube.com/watch?v=edW5Yt9QA5c&amp;feature=plcp&amp;context=C360fccfUDOEgsToPDskIw2X6kS0B3Ja65Lku04mz4" target="_blank">Promesse, non bugie</a>&#8220;, hanno sottolineato che l&#8217;Italia dal 2009 non versa i contributi alla ricerca mondiale per la lotta contro il virus. D&#8217;altra parte l&#8217;assenza della politica italiana all&#8217;inaugurazione della conferenza è stata la risposta più lampante dell&#8217;interesse che HIV riscuote nei palazzi di governo nella capitale.</p>
<p>On line le relazioni sulla conferenza:</p>
<ol>
<li><a title="IAS 2011" href="http://www.casserosalute.it/blog/?p=723" target="_blank">IAS 2011</a></li>
<li><a title="la scienza non basta" href="http://www.casserosalute.it/blog/?p=752" target="_blank">IAS 2011: La scienza da sola non basta&#8230; (ma va?!)</a></li>
<li><a title="obiettivo millennio" href="http://www.casserosalute.it/blog/?p=788 " target="_blank">IAS 2011: obiettivo del millennio</a></li>
</ol>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/berlusconi-paga-out.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-736" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="berlusconi-paga-out" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/berlusconi-paga-out-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Una presentazione dei laboratori HIVoices, è stata tenuta dal Responsabile Salute del Cassero a <a href="http://www.arcigaycatania.com/content/hivoices-presentazione-di-sandro-mattioli-catania" target="_blank">Catania</a>, su invito delle sedi Arcigay di Catania e Messina, il 17 dicembre.</p>
<p>Nell&#8217;ambito delle celebrazioni legate al 8 marzo, abbiamo realizzato un interessante <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150103187464290" target="_blank">workshop</a> sui sex toys in collaborazione con Betty&amp;Books. A sottolineare che la celebrazione della festa della donna significa presa di coscienza non solo politica ma anche fisica, corporea. Il corpo diventa anche oggetto di desiderio e luogo fisico attraverso il quale si vivono le relazioni sentimentali e sessuali. Questa è una reazione in più per conoscersi, per avere consapevolezza e per misurarsi con la società nel modo più attivo e favorire un cambiamento in positivo. Il workshop è stato ideato, con la supervisione del Settore Salute, dalle donne lesbiche attive all&#8217;interno del Cassero, le quali hanno elaborato dei contenuti che potessero essere utili alla conoscenza e all&#8217;affermazione di sé e a vivere la sessualità in maniera serena e sicura.</p>
<p>Da segnalare che nella giornata del 8 novembre si è tenuto a Torino, il primo workshop nazionale sul test a<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/torino-081120111.jpg"><img class="size-medium wp-image-935 alignright" title="torino-081120111" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/torino-081120111-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>risposta rapida, organizzato dal dott. Orofino dell&#8217;Ospedale Amedeo di Savoia. Il Responsabile del Settore Salute del Cassero è stato invitato a descrivere il percorso attuativo del nostro progetto denominato BKQ Checkpoint, che prevede la possibilità di eseguire un test rapido per l&#8217;HIV in un ambiente associativo non ospedalizzato.</p>
<p>il <a title="1 dicembre" href="http://www.casserosalute.it/images/colfiles/Intervista%20Sandro%20Mattioli.mpg" target="_blank"><strong>1 dicembre</strong></a>, Giornata mondiale per la lotta contro l&#8217;AIDS, come sempre ha caratterizzato la chiusura dell&#8217;anno.</p>
<p>In occasione del 1 dicembre 2011 il Cassero ha esposto due enormi fiocchi rossi, realizzati dai nostri volontari, sia sull&#8217;ingresso principale, sia sopra l&#8217;accesso al piano inferiore. Un modo per segnalare ai bolognesi che i dati delle nuove infezioni a Bologna non sono affatto buoni e che la guardia deve essere tenuta alta.</p>
<p>Il Settore Salute ha elaborato, grazie all&#8217;aiuto di Kitchen, la simpatica campagna &#8220;<a title="Di che segno sei?" href="http://www.casserosalute.it/campagne_iniziative_1_dicembre_2011-d-293.html" target="_blank"><strong><em>Di che segno sei</em>?</strong></a>&#8220;, tesa a sottolineare il fatto che, a prescindere dallo stato sierologico, per altro per lo più non noto, è importante dare sempre un segno di responsabilità usando il preservativo nei rapporti sessuali penetrativi. La campagna è stata promossa dai nostri volontari con l&#8217;ormai usuale <strong><a title="Banchetto piazza Ravegnana" href="http://vimeo.com/33108582" target="_blank">banchetto</a></strong> realizzato in piazza Ravegnana dove, grazie al supporto di <a title="Masculan Italia" href="http://www.masculan.it/" target="_blank">Masculan</a>, abbiamo potuto distribuire ai e alle bolognesi diverse centinaia di preservativi, nonché informazioni sulla prevenzione.</p>
<p>Il 1 dicembre quest&#8217;anno è stato caratterizzato anche dalla realizzazione di ben due <strong>flash mob</strong>. Con <strong>il <a title="Flash Mob Cassero" href="http://vimeo.com/33023710" target="_blank">primo</a><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_poster-blog.jpg"><img class="size-medium wp-image-883 alignleft" title="oroscopo_hiv_poster-blog" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_poster-blog-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a></strong>all&#8217;interno del Cassero, abbiamo interrotto la serata disco di mercoledì 30 novembre (poco dopo la mezzanotte) e, ripetendo lo slogan &#8220;<strong>sapere salva la vita</strong>&#8220;, abbiamo cercato di sensibilizzare il pubblico sull&#8217;importanza del test per l&#8217;HIV; <strong>il <a title="Flash mob stazione" href="http://www.youtube.com/watch?v=uqrg4pVJy0s&amp;feature=share" target="_blank">secondo</a></strong>, invece, è stato realizzato davanti alla stazione ferroviaria di Bologna. Si è trattato di un più classico <strong>Kiss In</strong>, ossia coppie, gay e/o etero, si sono baciate in pubblico tenendo in mano un preservativo, a significare che non è l&#8217;amore che proteffe dalle infezioni a trasmissione sessuale, ma il condom. La notizia è stata ripresa anche da <a title="Cassero su RAI 3 - 8° minuto circa" href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-810251dd-cbd2-427a-b676-20fdc346b4fe-tgr.html#p=1" target="_blank"><strong>RAI 3</strong></a>.</p>
<p>In chiusura voglio ringraziare i <strong><a title="Volontari settore salute" href="http://vimeo.com/32401598" target="_blank">volontari di Cassero Salute</a></strong>. E&#8217; grazie alla loro presenza ai banchetti durante le serate organizzate dall&#8217;associazione, che il tema della salute riceve quel minimo di attenzione che diversamente non avrebbe. I notti volontari inventano ogni volta modi strani per bloccare i passanti, interessarli al safer sex, distribuire preservativi. Anche nel 2011, infatti, il Cassero è stato in grado di distribuire oltre 10.000 preservativi e gel monouso.</p>
<p>Un ringraziamento speciale va anche ad Abbott, Kitchen, Masculan per le preziose collaborazioni.</p>
<p><strong>Non ringraziamo</strong> invece <strong><a title="Trenitalia - no grazie" href="http://www.casserosalute.it/blog/?p=892" target="_blank">Trenitalia</a></strong> che, con scuse di una banalità sconcertante, ha rifiutato il permesso di realizzare il flash mob nell&#8217;atrio della stazione centrale di Bologna in occasione della giornata mondiale per la lotta contro l&#8217;AIDS. Tanto interessa a questa azienda la salute dei passeggeri, da non consentire un flash mob della durata di 2 minuti&#8230; meno del ritardo medio dei loro treni.</p>
<p>Sandro Mattioli<br />
Responsabile Salute<br />
Arcigay Il Cassero<br />
salute@cassero.it</p>
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		<title>Trenitalia declina l&#8217;invito di Cassero Salute</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 14:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>

		<category><![CDATA[1 dicembre]]></category>

		<category><![CDATA[AIDS]]></category>

		<category><![CDATA[Flasm Mob]]></category>

		<category><![CDATA[HIV]]></category>

		<category><![CDATA[Kiss in]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota stampa
Con grande amarezza, il Cassero Salute – il settore del Circolo Arcigay Il Cassero che da oltre 20 anni si occupa di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica in merito all&#8217;HIV e a tutte le malattie a trasmissione sessuale - ha dovuto constatare per l&#8217;ennesima occasione, un&#8217;atteggiamento non collaborativo. Questa volta, a fare la parte del coniglio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nota stampa</em></p>
<p>Con grande amarezza, il <strong>Cassero Salute</strong> – il settore del Circolo Arcigay Il Cassero che da oltre 20 anni si occupa di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica in merito<span> all&#8217;HIV e a tutte le malattie a trasmissione sessuale</span> - <strong>ha dovuto constatare per l&#8217;ennesima occasione, un&#8217;atteggiamento non collaborativo. </strong>Questa volta, a fare la parte del coniglio, è una delle più importanti aziende del paese: Trenitalia.</p>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_poster-blog.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-883" title="oroscopo_hiv_poster-blog" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_poster-blog-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Durante i preparativi per la Giornata Mondiale sulla lotta all&#8217;AIDS, <strong>Cassero Salute ha pensato di realizzare un flash mob di pochi minuti all&#8217;interno dell&#8217;atrio principale della stazione di Bologna</strong> e per correttezza, ha presentato una richiesta formale di autorizzazione a Trenitalia. L&#8217;azione creativa, <strong>in programma per domenica 4 dicembre all&#8217;ora di pranzo</strong>, è molto semplice e non invasiva in quanto si tratta di un gruppo di persone che tutte insieme alla stessa ora si scambiano un bacio sulle labbra tenendo in mano un preservativo. <strong>Pochi minuti per lanciare un messaggio importante, nella settimana</strong> dove in tutto il mondo si svolgono azioni di questo tipo, volte a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sull&#8217;argomento AIDS.</p>
<p><span><strong>Trenitalia ha declinato l&#8217;invito</strong> <strong>alla collaborazione</strong> chiedendo agli organizzatori di non fare il flash mob in questo spazio, liquidando cortesemente la richiesta con poche righe:<em> “</em></span><em>Innanzitutto le rivolgiamo i nostri sinceri apprezzamenti per le attività di sensibilizzazione che svolgete nella società, a tutela della salute dei cittadini e delle cittadine.<br />
Abbiamo preso in esame la vostra richiesta in tempo utile, ma purtroppo negli ultimi mesi sono state riviste le procedure autorizzative degli eventi che si svolgono nelle stazioni di nostra gestione ed è stato deciso che, per policy aziendale, i flash mob non verranno più consentiti.” </em>scrive <strong>Letizia Ciancio responsabile Sviluppo Business e Relazioni Isituzionali,</strong> Relazioni esterne e Comunicazione, Comunicazione e Promozione per Grandi Stazioni e prosegue:<em> “Questo unicamente al fine di garantire con assoluta priorità il miglior servizio ai frequentatori delle stazioni ed ai passeggeri in transito, tutelando contemporaneamente il lavoro dei colleghi di Grandi Stazioni e dei nostri partner commerciali. Certi che comprenderete le ragioni sopra esposte e con l’augurio del miglior successo per le vostre iniziative, voglia gradire i miei più cordiali saluti”.</em></p>
<p><span>“</span><em>Non si può da un lato scrivere che bravi che siete a sensibilizzare la gente, e dall&#8217;altro dire: purché non siano i nostri clienti quelle persone.”</em> afferma <strong>Sandro Mattioli</strong>, responsabile salute di Arcigay Bologna e aggiunge: <em>“la responsabilità sociale d&#8217;impresa va a farsi benedire! Trenitalia ha dimostrato una agghiacciante insensibilità verso un evento di comunicazione sociale della durata massima di 2/3 minuti. Meno del ritardo medio dei loro treni locali!”</em>.</p>
<p><strong>Il flash mob resta dunque confermato nella modalità e nell&#8217;orario (domenica 4 dicembre alle ore 13.30)</strong>, ma si svolgerà <strong>in Piazzale Medaglie d&#8217;Oro, davanti all&#8217;ingresso principale della stazione,</strong> anziché nell&#8217;atrio. L&#8217;azione scelta per l&#8217;occasione è<strong> il classico “kiss-in”</strong>: i partecipanti in coppia (etero o gay) si baceranno simultaneamente a un segnale convenuto, tenendo in mano, pronto, un preservativo. Il flash mob vuole evidenziare come l&#8217;amore, simboleggiato dal bacio, non ci mette al sicuro dall&#8217;HIV così come dalle altre infezioni a trasmissione sessuale. Proteggersi è, appunto, un segno di responsabilità.</p>
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		<title>Di che segno sei?</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 16:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Piacere nella prevenzione]]></category>

		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>

		<category><![CDATA[1 dicembre]]></category>

		<category><![CDATA[giornata mondiale lotta contro l'AIDS]]></category>

		<category><![CDATA[HIV]]></category>

		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Di che segno sei?
Positivo o negativo, dai un segno di responsabilità.
Cassero Salute lancia la nuova campagna in occasione del 1 dicembre
la Giornata Mondiale di Lotta all&#8217;AIDS

Comunicare un messaggio forte, con urgenza e farlo arrivare a tutti, senza fermarsi al 1 dicembre. Queste le richieste fatte dal settore Cassero Salute all&#8217;agenzia Kitchen che ha raccolto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Di che segno sei?</strong></em></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Positivo o negativo, dai un segno di responsabilità.</strong></em></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Cassero Salute lancia la nuova campagna in occasione del 1 dicembre</strong></span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>la Giornata Mondiale di Lotta all&#8217;AIDS</strong></span></span></span></p>
<p align="CENTER">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>Comunicare un messaggio forte, con urgenza e farlo arrivare a tutti, senza fermarsi al 1 dicembre. Queste le richieste fatte dal settore Cassero Salute all&#8217;agenzia Kitchen che ha raccolto il guanto della sfida e ha realizzato una campagna di comunicazione intelligente e divertente sull&#8217;uso del preservativo come strumento fondamentale nella lotta all&#8217;AIDS e a tutte le infezioni trasmissibili sessualmente (ITS). <a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_poster-blog.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-883" style="margin: 5px;" title="oroscopo_hiv_poster-blog" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_poster-blog-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Come ogni anno infatti, </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>il 1 dicembre il Cassero Salute presenta e diffonde la nuova campagna di comunicazione</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span> e questa volta in particolare, ha scelto un concetto che</span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong> </strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>si spinge ben </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>oltre la Giornata Mondiale di lotta all&#8217;AIDS, </strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>spalmandosi mese per mese, segno per segno, durante tutto l&#8217;arco del 2012.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>L&#8217;idea alla base della nuova campagna è di giocare sulle parole “segno positivo”, “segno negativo” e “segno zodiacale” per arrivare a delineare </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>12 profili che veicolano le importanti informazioni contenute in un opuscolo dove i segni zodiacali sono coperti dal preservativo</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span> e annunciano le previsioni per il 2012 sul tema amore-sesso.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>La campagna si compone di </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>un manifesto</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span> e di </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>un <a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_opuscolo.pdf">opuscolo</a> stampato in 3.000 copie</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>. Ma i 12 segni saranno protagonisti in questi giorni di due operazioni importanti: come prima cosa il Cassero Salute ha pubblicato le </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>12 icone sul proprio sito e le ha rese downlodabili invitando tutti a utilizzare il proprio segno come foto profilo nell&#8217;uso dei social network</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span> nella giornata del 1 dicembre, per dare un “segno positivo” di massa, attraverso una diffusione individuale che ognuno può supportare con Facebook, Twitter, Google+, etc. Inoltre, </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>la campagna verrà diffusa anche attraverso &#8220;Cassero&#8221;</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>, l&#8217;house organ cartaceo del Cassero che già a partire dal prossimo numero darà spazio all&#8217;originale oroscopo.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>La campagna pone una domanda molto diffusa che viene fatta quando si conosce una nuova persona: </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>&#8220;di che segno sei?&#8221;</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>. E&#8217; un gioco di parole che fa subito pensare all&#8217;ambito zodiacale ma che sconfina, grazie alla grafica, in un gioco di significati molto chiari: </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>a nessuno verrebbe in mente di chiedere lo stato sierologico di un partner,</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span> specie se occasionale, anche perché sono poche le persone che conoscono veramente il proprio stato sierologico.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>Il claim chiude il cerchio annunciando: </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>&#8220;Positivo o negativo dai un segno di responsabilità&#8221;</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>, introducendo così il concetto di responsabilità morale, che devono avere tutte le persone </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>a prescindere dal proprio stato sierologico</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>, nel proteggere se stessi nei rapporti sessuali penetrativi.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>I dati della sorveglianza regionale affermano che </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>è elevatissimo il numero dei cosiddetti &#8220;late presenters&#8221; </strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>ossia persone che arrivano alla diagnosi quando sono ormai in Aids. Pertanto non vale mai<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_acquario-blog.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-884" title="oroscopo_hiv_acquario-blog" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/oroscopo_hiv_acquario-blog-275x300.jpg" alt="" width="275" height="300" /></a> la pena di rischiare, meglio appunto essere responsabili. Una responsabilità che dev&#8217;essere quindi in carico a tutti! Non solo a chi è a conoscenza del proprio “segno”. Non è pensabile aspettarsi che dipenda dalle sole persone sieropositive appunto perché </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>in buona parte dei casi non sanno di esserlo</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>. Soprattutto nella città di Bologna che vede una elevata prevalenza di sieropositivi nella comunità gay.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>Lo slogan internazionale della Giornata mondiale per la lotta contro l&#8217;Aids è </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>&#8220;Getting to zero&#8221;, ossia arrivare a zero</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>: zero nuove infezioni, zero morti per aids, la fine delle discriminazioni entro il 2015. Un obiettivo ambizioso che prevede un cambiamento forte nella cultura LGBT italiana che non può più fingere che il problema non la riguardi, ma deve fronteggiare il tema del HIV.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>La campagna “Di che segno sei?” è stata realizzata dal </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong><a href="http://www.casserosalute.it" target="_blank">Cassero Salute</a></strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span> con la consulenza di </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong><a href="http://www.kitchencoop.org/" target="_blank">Kitchencoop</a></strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>, sostenuta dal Comitato Arcigay </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong>“Il Cassero”</strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span> e sponsorizzata da </span></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><strong><a href="http://www.condomizzati.it" target="_blank">Masculan</a></strong></span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>.</span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per avere più informazioni e scaricare le 12 icone:</span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.casserosalute.it/campagne_iniziative_1_dicembre_2011-d-293.html" target="_blank"><span style="color: #1237ca;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span><span>www.casserosalute.it</span></span></span></span></span></a></p>
<p style="text-align: left;">Sandro Mattioli<br />
Responsabile Salute<br />
Arcigay Il Cassero Bologna</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FEMP 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 18:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[seminari/conferenze]]></category>

		<category><![CDATA[Emanuele Pullega]]></category>

		<category><![CDATA[FEMP 2011]]></category>

		<category><![CDATA[Filippo Porcari]]></category>

		<category><![CDATA[Giulio Maria Corbelli]]></category>

		<category><![CDATA[HIV]]></category>

		<category><![CDATA[HIVoices]]></category>

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		<description><![CDATA[“L&#8217;inizio promette bene!”, è questo che ho pensato leggendo la scritta (quella nella foto) sulla porta d&#8217;ingresso del centro convegni di Stoccolma.
Battute a parte, la prima conferenza sul futuro della prevenzione fra gli MSM in Europa, FEMP, che si è tenuta a Stoccolma dal 11 al 12 novembre, è andata molto bene. A parte qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/drag.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-851" style="margin: 5px;" title="drag" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/drag-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>“L&#8217;inizio promette bene!”, è questo che ho pensato leggendo la scritta (quella nella foto) sulla porta d&#8217;ingresso del centro convegni di Stoccolma.</p>
<p style="text-align: left;">Battute a parte, la prima conferenza sul futuro della prevenzione fra gli MSM in Europa, <a title="FEMP 2011" href="http://www.femp2011.eu" target="_blank">FEMP</a>, che si è tenuta a Stoccolma dal 11 al 12 novembre, è andata molto bene. A parte qualche piccolo problema di organizzazione, i contenuti sono stati molto interessanti, gli interventi di alto profilo.</p>
<p>Il Cassero ha portato il suo contributo naturalmente. Abbiamo inviato un abstract relativo ai laboratori HIVoices, presentato come modello di intervento su MSM sieropositivi. L&#8217;abstract non solo è stato accettato, ma ha ricevuto un punteggio alto. Infatti il nostro relatore nonché co-conduttore dei laboratori, Emanuele Pullega, ha svolto una <a href="http://vimeo.com/31914185">presentazione</a> di 14 minuti, il doppio della presentazione che abbiamo strappato ad <a href="http://www.youtube.com/casserosalute#p/u/4/RwEFRFxsEps"></a><a href="http://www.youtube.com/casserosalute#p/u/4/RwEFRFxsEps">ICAR 2011</a> (la conferenza italiana su aids e retrovirus). Sia la presentazione di Emanuele a Femp, sia quella di Filippo a Icar sono on line a<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/femp-locandina.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-853" style="margin: 5px;" title="femp-locandina" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/femp-locandina-189x300.jpg" alt="" width="189" height="300" /></a> disposizione, ovviamente l&#8217;abstract di Stoccolma è stato presentato in inglese.</p>
<p style="text-align: left;">Il workshop, dal titolo <em>Better life for positive men</em>, gestito dal nostro amico Giulio Maria Corbelli, ha avuto un ottimo riscontro: la sala era piena, le persone interessate hanno posto domande alla fine della nostra presentazione, Emanuele, che ringrazio, è stato bravissimo nella spiegazione, letteralmente scomparse le copie dell&#8217;<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices_opuscolo_web.pdf">opuscolo</a> creato per l&#8217;occasione grazie ad Abbott.</p>
<p style="text-align: left;">Dopo il nostro abstract sono seguite altre presentazioni come quella relativa ad una esperienza scozzese che ha visto la creazione e formazione di un pool di peer counsellor con ottimi risultati.</p>
<p style="text-align: left;">In generale mi sembrava che in quella sede fosse facile, ovvio e scontato tutto ciò che in Italia è di difficile comprensione o addirittura irrealizzabile, anche al nostro interno, a incominciare dalla necessità, sottolineata da quasi tutti gli interventi in plenaria, di campagne mirate agli MSM, un gruppo che deve essere target di una politica specifica. Buona parte delle presentazioni in plenaria si sono basate sui risultati dello mega studio europeo <a href="http://www.emis-project.eu/" target="_blank">EMIS</a> che ha evidenziato una situazione molto preoccupante per quanto riguarda gli MSM in Europa, con prevalenze elevate, molta <a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/corbelli-pullega.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-855" style="margin-right: 5px; margin-left: 5px; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="corbelli-pullega" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/corbelli-pullega-300x253.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a>paura di discriminazione (per altro giustificata specie nell&#8217;Est Europeo). Ancora una volta sottolineo quanto sia importante la possibilità di avere dati sull&#8217;andamento dell&#8217;infezione, cosa che ho fatto presente anche alla dott.sa Suligoi durante il primo workshop nazionale sul test rapido organizzato a Torino.</p>
<p style="text-align: left;">In Italia, dove l&#8217;ipocrisia la fa da padrona, non abbiamo idea neppure di quanti test eseguiamo in un anno, ma fosse solo quello il problema. Non abbiamo nessuna strategia nazionale o indirizzo politico in merito alla prevenzione o al contenimento dell&#8217;infezione. Per lo più la “strategia” è lasciata alla buona volontà di qualche medico, che spesso viene visto come un rompiscatole, o alle associazioni che, per ovvie ragioni di budget, fanno quello che possono.</p>
<p style="text-align: left;">Il paradiso dorato non esiste neppure all&#8217;estero sia chiaro, ma esistono casi davvero eclatanti come quello<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/opuscoli.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-857" style="margin: 5px;" title="opuscoli" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/opuscoli-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a>descritto nella presentazione del simpatico ricercatore australiano del Victorian aids council. Ragazzi, in Australia fanno interventi mirati ai gruppi a rischio e se ne fregano della possibilità che vengano letti in chiave discriminatoria, fanno campagne sul safer sex utilizzando anche materiale pornografico, rivolte al mainstream gay, addirittura lo stato ha pagato un soap gay, giunta ormai alla quinta serie, dal titolo inequivocabile: <em><a href="http://www.youtube.com/queerasfxxk">Queer as Fuck</a></em> (la serie è pubblicata su youtube su un canale dedicato). In pratica si tratta di sitcom a puntate della durata di 5-8 minuti, fortemente tematizzata su un singolo argomento socio-sessuale della vita gay (dal dirlo alla mamma, al sesso senza condom con relativa paura e pep). I risultati di questa decisione, sono quelli che vedete nel grafico che ho fotografato: un calo delle nuove infezioni nello stato Vittoria. Cosa che nessuno in Europa è riuscito a fare.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/queerasfuck.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-859" style="margin: 5px;" title="Queerasfuck" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/queerasfuck-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Perfino la cattolicissima Irlanda si è resa conto che le politiche vaticane sono fuori dal mondo e ha deciso di avviare un programma nazionale mirato agli MSM irlandesi, che non sono sicuramente messi meglio di noi quanto ad infezioni trasmesse per via sessuale.</p>
<p style="text-align: left;">E poi c&#8217;è la sorpresa, almeno per me in parte lo è stata, della situazione svedese e più in generale dei Paesi scandinavi.</p>
<p style="text-align: left;">A Stoccolma non ci sono saune gay, vennero chiuse in piena crisi aids negli anni &#8216;80, esiste una legge, francamente assurda, che obbliga le persone sieropositive a rivelare il loro stato in caso di rapporti sessuali a prescindere dall&#8217;uso del preservativo, anche gli svedesi hanno subito, negli anni, campagne di una stupidità sconcertante tendenti a mostrare la Svezia come un luogo salvo, il problema era degli stranieri: veri e propri warning rivolti a chi andava negli States, a Parigi, in Germania, ecc. “<em>But you&#8217;re in Sweden now, so you&#8217;re safe</em>” ha commentato il relatore.</p>
<p style="text-align: left;">Oggi la situazione della “civilissima” Svezia vede il 50% delle nuove diagnosi a carico degli MSM.<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hiv-in-victoria.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-861" title="hiv-in-Victoria" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hiv-in-victoria-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Credo che questo risponda adeguatamente a chi da anni accusa Arcigay di affiliare saune e locali dati al trastullo sessuale. Se la situazione svedese ci insegna qualcosa, è che non sono i luoghi ma i comportamenti che vanno cambiati ed è un obiettivo estremamente difficile da raggiungere anche in un Paese sicuramente più avanzato di noi quanto a diritti umani.</p>
<p style="text-align: left;">Parlando di human rights, non ho potuto fare a meno di notare che moltissimi interventi hanno sottolineato quanto incida l&#8217;omofobia interiorizzata nella diffusione dell&#8217;infezione da HIV. Una persona discriminata è mediamente più a rischio di contagio. Basterebbe il buon senso a capirlo invece hanno deciso di farci studi sopra, come è logico che sia. L&#8217;università del Minnesota ha inviato uno dei suoi ricercatori che ci ha mostrato uno studio interessante teso a dare una base teorica a quanto affermato.</p>
<p style="text-align: left;">Tra gli ultimi interventi quello di Kevin Fenton del <a title="CDC" href="http://www.cdc.gov/" target="_blank">CDC</a> (<em>Center for Disease Control</em>) che ha spiegato, in plenaria, la nuova visione che il CDC utilizzerà per debellare l&#8217;HIV.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/tools.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-863" style="margin-right: 5px; margin-left: 5px; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="tools" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/tools-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Adoro gli americani convinti! Già alcuni anni fa, alla comparsa dei farmaci antiretrovirali, dagli States arrivò il motto “colpire presto per debellare l&#8217;hiv”, oggi sappiamo com&#8217;è andata. Ma evidentemente la cautela non è nel dna dei ricercatori del CDC. Lo schema della nuova strategia è riassunto nell&#8217;immagine che ho allegato. Ovviamente è vero che oggi non tutti questi “tools” vengono utilizzati nella lotta quotidiana contro l&#8217;HIV, per lo più insistiamo su 2 massimo 3. Ma insistere, come fanno ormai da oltre un anno i ricercatori americani, su l&#8217;uso massiccio del trattamento ARV come prevenzione, della profilassi pre-esposizione, ecc. Sicuramente in Europa e soprattutto in Italia dobbiamo lavorare molto di più e meglio su temi come il trattamento delle infezioni a trasmissione sessuale (noi a ben vedere siamo a monte, ancora è un mistero sul perché facciamo così pochi test sulle MTS), o sullo stigma legato ai temi del HIV tema pressoché ignorato da tutti ma, purtroppo, presente anche nella nostra Associazione.</p>
<p style="text-align: left;">E vorrei proprio chiudere, così come è avvenuto in conferenza, con questo tema della discriminazione.</p>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/criminalize-hate.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-864" style="margin: 5px;" title="criminalize-hate" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/criminalize-hate-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a></p>
<p style="text-align: left;">InEuropa abbiamo leggi terrificanti sulla condizione delle persone sieropositive, leggi che limitano la libertà di movimento, di lavoro, criminalizzano il contagio spesso, come avviene anche in Italia, senza tenere conto delle evidenze scientifiche e dei progressi della scienza, per esempio sulle reali possibilità di contagio di una persona sieropositiva con viremia undetectable, leggi che obbligano le persone a rivelare il loro stato a prescindere dalla reale necessità.</p>
<p style="text-align: left;">Finalmente su questo tema assolutamente misconosciuto anche nella nostra Associazione, mi ripeto lo so ma è così, qualcosa è stato detto. Anzi è stata fatta una presentazione molto interessante in plenaria, una presentazione che ha suscitato</p>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/locandina-calciatore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-124" style="margin: 5px;" title="locandina-calciatore" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/locandina-calciatore-187x300.jpg" alt="" width="187" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">interventi e discussioni anche fra i delegati, ma vorrei ricordare che non è pensabile che un&#8217;infezione, un virus,</p>
<p style="text-align: left;">possa essere la giustificazione per derogare dal riconoscimento di diritti universali,diritti umani. “<em>Criminalize hate, non hiv</em>”, dice la cartolina che vedete in foto, “Fight aids, non people with aids” diceva una campagna di diversi anni or sono. Ovviamente comprendo le paure irrazionali che stanno alla base di molte delle soluzioni normative assunte da alcuni stati europei, ma sconcerta l&#8217;assenza di una strategia e il mantenimento di leggi che se in nessun modo aiutano a rallentare la diffusione del HIV, di sicuro creano il clima ideale culturale per la sua espansione.</p>
<p style="text-align: left;">Nel 2008 ricordo che la nostra associazione sfruttò l&#8217;occasione del Pride per lanciare, per la prima volta in Italia, il tema della discriminazione con la campagna “<em><a href="http://www.casserosalute.it/campagne_iniziative_se_discrimini_perdi_aspetti_positivi-d-196.html" target="_blank">Se discrimini, perdi gli aspetti positivi</a></em>”. Auspico che quell&#8217;esperienza venga raccolta ed elaborata, magari di nuovo in occasione del Pride, in una indicazione di direzione politica perché non è pensabile che Arcigay si batta per i diritti delle persone LGBT, ma dimentichi o ignori che i diritti umani di una minoranza dei suoi soci vengono calpestati nel silenzio generale.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Sandro Mattioli<br />
Responsabile Salute<br />
Arcigay Il Cassero<br />
Bologna.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>XV Ilga-Europe Conference: Torino 27-30 ottobre</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 21:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[seminari/conferenze]]></category>

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		<category><![CDATA[Discriminazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La XV conferenza annuale di Ilga-Europe si è conclusa oggi dopo cinque giorni di workshop, dibattiti, interessanti scambi di vedute con alcune centinaia di delegate e delegati di associazioni LGBT di tutta Europa.
Il tema della conferenza sembrava ispirato alla realtà italiana: Human Rights and &#8220;Traditional Values&#8221;: clash or dialogue?
Abbiamo fortemente voluto la conferenza a Torino in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La XV <a title="Ilga Europe conference" href="http://www.ilga-europe.org/home/about_us/annual_conference/turin_2011" target="_blank">conferenza annuale di Ilga-Europe</a> si è conclusa oggi dopo cinque giorni di workshop, dibattiti, interessanti scambi di vedute con alcune centinaia di delegate e delegati di associazioni LGBT di tutta Europa.</p>
<p>Il tema della conferenza sembrava ispirato alla realtà italiana: <em>Human Rights and &#8220;Traditional Values&#8221;: clash or dialogue?</em></p>
<p>Abbiamo fortemente voluto la conferenza a Torino in occasione del quindicesimo anniversario di Ilga-Europe, un anniversario festeggiato insieme ai personaggi che hanno fatto la storia del movimento europeo quali <strong>Angelo Pezzana</strong> che ha tenuto un bell&#8217;intervento nel panel dedicato alla celebrazione.</p>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/emma-bonito.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-821" style="margin: 5px;" title="Emma Bonito" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/emma-bonito-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>Tutto si è svolto in modo pressoché perfetto. In particolare sottolineo l&#8217;ottimo lavoro dei volontari, <em>local staff</em>, (fra gli altri il nostro Jonathan Mastellari), che hanno risposto ad ogni esigenza dei delegati in modo impeccabile.</p>
<p>Tutto si è svolto come da copione: arriva la conferenza di Ilga-Europe e le istituzioni, come per incanto, si muovono. A parte il saluto inviato dalla <strong>Presidenza della Repubblica</strong> che è stato molto apprezzato, a nessuno è sfuggita “l&#8217;anomalia” italiana che ha visto le istituzioni fare a gara a concedere il patrocinio alla conferenza (Senato, Camera, Ministero delle Pari Opportunità, ecc.) salvo poi considerarci cittadini di serie B. Ovviamente non è sfuggita ad Emma Bonino che, intervenendo in una plenaria, vi ha fatto riferimento. Se l&#8217;ipocrisia potesse essere convertita in energia, potremmo illuminare a giorno tutto il Continente</p>
<p>Da sempre, l&#8217;elemento centrale delle conferenze di Ilga-Europe sono i workshop.</p>
<p>Una opportunità unica di scambiare best practices, visioni diverse, di confrontarsi sullo stato dei nostri diritti nelle varie parti d&#8217;Europa, dalla Russia alla Scozia, dalla Norvegia a Malta. Anche in questo la conferenza di<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/health-workshop.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-824" style="margin: 5px;" title="health-workshop" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/health-workshop-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Torino non ha tradito le aspettative, rendendo possibile un ottimo livello di interazione.</p>
<p>La novità di quest&#8217;anno è stata la presenza di ben due workshop su argomenti inerenti i temi della salute, entrambi programmati al sabato pomeriggio ossia nel momento di massima presenza dei delegati. Mi sembra un segnale interessante e ritengo giusto sottolinearlo.</p>
<p>Dopo le differenze di opinione sulla presenza di preservativi nel delegate pack, argomento sul quale tornerò in conclusione, sottolineo con piacere il fatto che il primo workshop, dal titolo T<em>owards inclusive health services for LGBTI people</em>, è stato addirittura preparato e condotto dallo staff di Ilga-Europe, allo scopo di condividere e valutare le linee di indirizzo verso cui orientare l&#8217;azione dell&#8217;Associazione in ambito di politiche della salute.</p>
<p>Un workshop, quindi, molto interattivo dove ogni partecipante ha portato le proprie istanze. È stato molto interessante ascoltare le associazioni di persone trans dare indicazioni sui temi a loro cari, quali la depatologizzazione, e insistere su temi, come quelli relativi alle <em>intersex persons</em>, totalmente ignorati in Italia (ma, a ben vedere, non troppo popolari neppure in Ilga-Europe).</p>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/pullega.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-841" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="pullega" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/pullega-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il tema dell&#8217;HIV è stato affrontato, ed inserito nell&#8217;elenco, naturalmente sul piano della lotta contro lo stigma e la discriminazione, anche grazie al bell&#8217;intervento del delegato svedese (una volta tanto non ho dovuto né intervenire, né insistere&#8230; e anche questo è un segnale interessante).</p>
<p>Il secondo workshop è stato organizzato dal Cassero in collaborazione con la responsabile salute di Arcigay nazionale, Rebecca Zini, e lo staff di Ilga-Europe.</p>
<p>Abbiamo dovuto superare numerose difficoltà nell&#8217;organizzazione di questo workshop, ma il risultato è stato, senza false modestie, molto soddisfacente.</p>
<p>Il titolo, <em><strong>HIV in the LGBT community: health, stigma and human rights</strong></em><span>, ancorché non molto accattivante, ha richiamato un buon numero di delegati. Il workshop è stato suddiviso in tre slot. Il primo è stato condotto da <strong>Antons Mozalevskis</strong>, dell&#8217;associazione lituana Mozaika. Antons ha illustrato i dati emersi dallo studio europeo </span><em><a title="Emis" href="http://www.emis-project.eu/" target="_blank">EMIS</a></em><span>, al quale ha partecipato anche la nostra associazione, relativamente alla discriminazione subita o percepita in Europa dagli MSM, nonché i dati di prevalenza di persone MSM sieropositive.</span></p>
<p>È proprio grazie a EMIS che sappiamo che in alcune città italiane, la prevalenza di MSM HIV+ arriva a superare il<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/antons.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-836" title="antons" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/antons-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> 12% (Bologna!).<br />
I dati conclusivi saranno presentati a Stoccolma durante la conferenza <a title="FEMP" href="http://www.femp2011.eu/app/attendee/default.asp?ProjectId=1955&amp;PageId=14320" target="_blank">FEMP</a>, alla quale parteciperà anche il Settore Salute del Cassero con una <a title="Femp programme" href="http://www.femp2011.eu/app/attendee/default.asp?PageId=14727&amp;MenuItemId=12050&amp;ProjectId=1955" target="_blank">presentazione</a> su HIVoices.</p>
<p>Il secondo slot è stato curato dal responsabile di <a title="EATG" href="http://www.eatg.org/" target="_blank">EATG</a> (<em>European AIDS Treatment Group</em>), l&#8217;ungherese <strong>Ferenc Bagyinszky</strong>. Ferenc ci ha spiegato come in tutta Europa le persone sieropositive subiscono un trattamento discriminatorio sul lavoro, limiti nella <a href="http://www.eatg.org/eatg/Policy-Advocacy/Conferences-and-meetings/HIV-related-restrictions-on-entry-and-residence-indicator-of-stigma-and-discrimination-EATG-activities-at-International-AIDS-Conference-2010-Vienna" target="_blank">libertà di movimento</a> anche all&#8217;interno dell&#8217;Europa, la criminalizzazione del contagio. L&#8217;intervento di Ferenc è stato molto concreto e ci ha fornito indicazioni su come cercare di superare questi ostacoli, per esempio attraverso la formazione rivolta ad avvocati, giudici, giornalisti. Attività che potremmo mettere in pratica fin da ora nelle nostre associazioni.</p>
<p><span>Il terzo ed ultimo slot è stato interamente dedicato ai laboratori </span><em><strong><a title="HIVoices" href="http://www.casserosalute.it/campagne_iniziative_hivoices_3-d-291.html" target="_self">HIVoices</a></strong></em><span> realizzati dal <a title="Cassero Salute" href="http://www.casserosalute.it/" target="_blank">Settore Salute</a> del Cassero nell&#8217;ultimo anno, ai risultati che hanno prodotto, nonché alla ricerca sociale realizzata su quello che ormai possiamo con fierezza definire un modello di intervento. La presentazione è stata curata da <strong>Emanuele Pullega</strong> (che conduce i laboratori con Filippo Porcari), insieme a <strong>Raffaele Lelleri</strong> che ha illustrato i risultati preliminari della ricerca sociale qualitativa e quantitativa che ha condotto, per conto del Cassero, sui partecipanti ai laboratori. I risultati definitivi saranno pubblicati su casserosalute.it entro il mese di novembre, <a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/lelleri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-837" style="margin: 5px;" title="lelleri" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/lelleri-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>tuttavia appare evidente fin dai primi dati la centralità dell&#8217;omofobia nel contagio, nella gestione e nell&#8217;accettazione della sieropositività.</span></p>
<p>È possibile scaricare la <a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/pullega_lelleri_ilga.pdf">Presentazione</a>, nonché l&#8217;<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices_opuscolo_web-1.pdf">opuscolo</a> realizzato appositamente per l&#8217;occasione.</p>
<p>Ricorderete il mio articolo “<em><a href="http://www.casserosalute.it/blog/?p=798" target="_blank">no sex we&#8217;re Ilga-Europe</a></em>”, pubblicato sempre su questo blog, nel quale denunciavo l&#8217;indisponibilità di Ilga-Europe a inserire un condom nel delegate pack come warning politico sulla situazione relativa ad HIV e altre STI nella nostra comunità.</p>
<p>Rispetto a questo problema ho constatato con soddisfazione che è stata adottata una mediazione interessante: sono stati messi un condom e un <a title="Femidom" href="http://www.lila.it/info_aids_femidom.htm" target="_blank">femidom</a> non nel delegate pack, ma nel pacchetto informativo fornito dall&#8217;organizzazione. Il tutto accompagnato da un foglio sul quale era scritto che non si voleva interferire con la vita privata dei delegati e delle delegate, ma sottolineare l&#8217;importanza della tutela della propria salute in quanto diritto.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-834 alignright" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; border: 0px initial initial;" title="paola-concia-ogr" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/paola-concia-ogr-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></p>
<p>Ovviamente non è la stessa cosa, il comitato organizzatore non ha lo stesso peso di una associazione continentale, ma è anche del tutto evidente che l&#8217;azione è stata fatta in accordo con Ilga-Europe. È un passo nella giusta direzione e va riconosciuto.</p>
<p>Mi auguro che si continui sulla strada intrapresa.</p>
<p>La conferenza si è chiusa ufficialmente nella splendida cornice delle <a title="OGR" href="http://www.italia150.it/Officine-Grandi-Riparazioni" target="_blank">Officine Grandi Riparazioni</a> che ospita una bellissima installazione sui 150 dell&#8217;Italia, con un toccante discorso del principale artefice della conferenza, <strong>Enzo Cucco</strong>, che ha ricordato la recente scomparsa di Enzo Francone, e un bell&#8217;intervento dell&#8217;onorevole <strong>Paola Concia</strong> che ha chiesto a Ilga-Europe l&#8217;apertura di un conto per l&#8217;Italia. Un conto non economico, ma di idee, buone prassi, azioni, perché la retriva leadership vaticana, che ha impedito che anche in Italia si realizzassero le riforme fatte negli altri Paesi, si configura sempre più come una leadership europea.</p>
<p>La prossima conferenza annuale avrà luogo a Dublino.</p>
<p>Sandro Mattioli<br />
Responsabile salute<br />
Arcigay Il Cassero<br />
Bologna</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nasce PLUS</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 19:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[associazione]]></category>

		<category><![CDATA[HIV]]></category>

		<category><![CDATA[Plus]]></category>

		<category><![CDATA[sieropositivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, con la benedizione del Consiglio Nazionale di Arcigay che ne ha approvato la creazione e ne ha votato l&#8217;adesione, nasce PLUS: un&#8217;associazione di persone LGBT sieropositive.
Un&#8217;associazione a prevalenza “patient based” il cui impegno sarà rivolto principalmente alla tutela degli interessi delle persone LGBT colpite dall&#8217;infezione da HIV.
L&#8217;epidemia da HIV si è sviluppata in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, con la benedizione del Consiglio Nazionale di Arcigay che ne ha approvato la creazione e ne ha votato l&#8217;adesione, nasce PLUS: un&#8217;associazione di persone LGBT sieropositive.</p>
<p>Un&#8217;associazione a prevalenza “patient based” il cui impegno sarà rivolto principalmente alla tutela degli<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/plus_logo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-810" style="margin: 4px;" title="plus_logo" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/plus_logo-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" /></a> interessi delle persone LGBT colpite dall&#8217;infezione da HIV.</p>
<p>L&#8217;epidemia da HIV si è sviluppata in modo diverso nelle varie zone del pianeta. Negli Stati Uniti e nell&#8217;Europa del Nord, fin dall&#8217;inizio l&#8217;infezione ha investito la nostra comunità con tutta la sua forza distruttiva, con tutta la capacità di spaventare sia le persone colpite, sia tutto il resto della società che ha reagito spesso con lo stigma e la discriminazione.</p>
<p>Le comunità locali hanno creato associazioni che già dai nomi ci danno indicazioni: Gay Men Health Crisis, Gay Men Fight Aids, ecc. ci dicono chiaramente quanto importante sia stato il contributo della comunità omosessuale nella lotta contro l&#8217;HIV. Al di la del nome, buona parte delle associazioni sono state colonizzate da persone omosessuali. Persone impaurite che hanno trovato nel gruppo, nell&#8217;associazionismo, la forza per reagire.</p>
<p>In Italia, in parte, le cose sono andate diversamente. HIV, fin dai primi anni, ha investito principalmente le persone tossicodipendenti per via dello scambio di siringhe, e in modo sensibilmente inferiore gli omosessuali maschi.</p>
<p>Oggi, a ormai 30 anni dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia, l&#8217;andamento epidemiologico si è modificato anche in Italia. <a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-589" style="margin: 5px;" title="HIVoices" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hivoices-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a>Anche grazie ad interventi di riduzione del danno mirati ad evitare lo scambio di siringhe ma non solo, le sieroconversioni in area tossicodipendenze sono crollate, mentre è salito il contagio da trasmissione sessuale nei confronti del quale è stato fatto davvero poco e male.</p>
<p>Sono ormai numerosi gli studi, quali <em>Sialon</em> e <em>Emis</em>, realizzati grazie all&#8217;interessamento di Arcigay Verona (non certo del Ministero della salute), che ci dicono che la comunità omosessuale italiana può vantare una prevalenza di casi di HIV che sfiora il 10%, ma che arriva a superare il 12 % nelle maggiori città del Paese quali Milano, Roma o anche Bologna. A questi valori, molto preoccupanti, si aggiungono i dati dei cosiddetti <em>late presenters</em>, ossia le persone che arrivano alla diagnosi di HIV quando sono ormai prossimi all&#8217;Aids, che coprono una elevata percentuale dei 4.000 casi all&#8217;anno di nuove sieroconversioni.</p>
<p>Quindi, dopo 30 anni e con un forte ritardo rispetto al resto dell&#8217;Europa, Arcigay, già all&#8217;ultimo congresso di Perugia, si è soffermata ad interrogarsi sulle migliori vie per affrontare che sembra essere, a tutti gli effetti, una crisi che investe la nostra comunità.</p>
<p>Dal congresso è arrivata la sollecitazione a creare strutture specifiche, dotate degli strumenti, della competenza, delle energie e, ovviamente, dei fondi necessari ad affrontare questa “nuova” sfida.</p>
<p>Una sfida che si inserisce, purtroppo, nella crisi generale del Paese che ci sta portando verso un sistema di sussidiarietà orizzontale al quale difficilmente Arcigay, così com&#8217;è oggi, potrebbe partecipare attivamente.</p>
<p>L&#8217;esperienza accumulata in Europa dalle grandi strutture “gay-oriented”, in anni più recenti organizzate anche in checkpoint, unitamente alla risoluzione congressuale, ci danno una opportunità unica per agire un modo efficace per gli interessi delle persone Lgbt che vivono con Hiv.</p>
<p>PLUS Onlus nasce proprio in questa logica, nasce grazie al sostegno di Arcigay, fondata grazie al coraggio di alcuni soci di Arcigay che hanno deciso di accettare la sfida e partecipare a questa nuova avventura. Nasce dalla parte più vera dell&#8217;Associazione che oggi ha votato per far sì che persone Lgbt sieropositive non siano costrette a scegliere da che parte stare, ma abbiano la possibilità di essere tutelate con competenza e serietà sia come persone Lgbt, sia come sieropositivi.</p>
<p>Sandro Mattioli<br />
Responsabile Salute<br />
Arcigay Il Cassero<br />
Bologna</p>
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		<title>No sex, we&#8217;re Ilga-(Europe).</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 20:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>

		<category><![CDATA[seminari/conferenze]]></category>

		<category><![CDATA[annual conference]]></category>

		<category><![CDATA[condom]]></category>

		<category><![CDATA[ILGA-Europe]]></category>

		<category><![CDATA[preservativi]]></category>

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		<description><![CDATA[È davvero curiosa la decisione del direttivo di Ilga-Europe di vietare la presenza del condom nel welcome kit dei delegati alla conferenza annuale dell’Associazione, che si terrà a Torino a fine ottobre.
È curioso che proprio ad una organizzazione europea sfugga la portata politica di un preservativo donato ufficialmente da un organismo, come Ilga-Europe, ai partecipanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span>È davvero curiosa la decisione del direttivo di <a title="Ilga-Europe" href="http://www.ilga-europe.org/" target="_blank">Ilga-Europe</a> di vietare la presenza del condom nel welcome kit dei delegati alla conferenza annuale dell’Associazione, che si terrà a <a href="http://www.ilga-europe.org/home/about_us/annual_conference/turin_2011" target="_blank">Torino</a> a fine ottobre.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/tiziano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-432" style="margin: 5px;" title="Condoms" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/tiziano-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>È curioso che proprio ad una organizzazione europea sfugga la portata politica di un preservativo donato ufficialmente da un organismo, come Ilga-Europe, ai partecipanti alla annual conference.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Un gesto che, a prescindere che il condom venga o meno usato (in effetti i delegati non sono li per il sesso), presuppone un impegno alla prevenzione, un gesto concreto a tutela della salute, in altre parole una attenzione ufficiale, un invito esplicito di Ilga-Europe a tutte le associazione LGBT d’Europa a porre maggiore attenzione ai temi della prevenzione, della salute.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Il massimo concesso è la possibilità di offrire preservativi, magari in un cesto all’ingresso così che chi è già sensibile al tema ne possa approfittare, con buona pace di chi ancora ha dubbi, perplessità rispetto a temi come le MTS e il loro possibile collegamento al mondo LGBT in chiave discriminatoria.</span></p>
<p class="MsoNormal">Se sono queste le posizioni, francamente piuttosto ipocrite, del board di Ilga-Europe, che spero vivamente voglia riconsiderare le sue decisioni, mi chiedo che senso ha parlare di salute e prevenzione in workshop appositamente pensati per l’occasione come stiamo preparando. Soprattutto stante lo scarso interesse sin qui dimostrato da Ilga-Europe su temi vitali per la popolazione LGBT come quello relativo al HIV.</p>
<p class="MsoNormal">L’ultima conferenza mondiale sull’AIDS, tenutasi a Vienna nel luglio del 2010, fin dalla <a title="IAC overview" href="http://www.aids2010.org/Default.aspx?pageId=169" target="_blank">overview iniziale</a> ha cercato di porre l’accento sul collegamento fondamentale fra diritti umani e HIV, sono stati portati numerosi studi a supporto di un dato allarmante: laddove la discriminazione, anche e soprattutto nei confronti delle<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/logo-vienna.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-371" title="logo-vienna" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/logo-vienna-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a>persone LGBT, è presente, L’HIV si diffonde con maggiore facilità.</p>
<div>
<p class="MsoNormal"><span>Vienna non è certo stata scelta a caso, ma per il suo ruolo storico di ponte fra Europa occidentale e</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> orientale, dove il problema dei diritti umani tocca la carne viva delle persone LGBT.</span></p>
<p class="MsoNormal">Ma noi abbiamo il veto del board di Ilga-Europe e i delegati non riceveranno una indicazione politica precisa, prenderanno, se vorranno, uno strumento di prevenzione nelle pratiche sessuali gentilmente offerto dagli organizzatori.</p>
<p class="MsoNormal">The decision of <a href="http://www.ilga-europe.org/" target="_blank">Ilga-Europe</a> Board to ban condoms in the welcome kit for the delegates of the Association’s annual conference – which is scheduled in <a href="http://www.ilga-europe.org/home/about_us/annual_conference/turin_2011" target="_blank">Turin</a> at the end of October – is really curious.</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB"><br />
It’s curious that a European organization could miss the political significance of a condom officially given by a political organism, as Ilga-Europe, to the delegates of the annual conference.</span></p>
<p><div id="attachment_124" class="wp-caption alignleft" style="width: 197px"><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/locandina-calciatore.jpg"><img class="size-medium wp-image-124 " style="margin: 5px;" title="locandina-calciatore" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/locandina-calciatore-187x300.jpg" alt="" width="187" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Powerful, fast, imaginative, HIV-positive. If you discriminate, you lose the positive aspects</p></div></p>
<p>Aside from whether or not the condom is used (delegates are not actually there for sex), this is a gesture which implies an effort to prevention, a concrete act of health protection, in other words an official expression of care and an explicit invitation of Ilga-Europe to all European LGBT associations to place further attention on prevention and healthcare.</p>
<p>The maximum granted, instead, is the possibility to offer condoms, maybe on a basket placed at the entrance, so that who is already sensitive to the theme could take advantage of them, while whoever still has doubts and perplexities about subjects as the STDs related to the LGBT world would be ignored.</p>
<p class="MsoNormal">I really hope for a reconsideration of these decisions. Meanwhile, though, if these are the – I would say pretty hypocrite – positions of the Ilga-Europe board, I ask myself what is the point of talking about health and prevention in the workshops that were expressly planned and that we are currently preparing for this event, in light of the little interest so far displayed by Ilga-Europe in vital subjects for the LGBT population as HIV is.</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB"> The last <a title="IAC overview" href="http://www.aids2010.org/Default.aspx?pageId=169" target="_blank">International AIDS conference</a>, held in Vienna in July 2010, tried to put the stress on the fundamental link between human rights and HIV. Several studies were presented, supporting an alarming fact: where there is discrimination – also and mainly towards LGBT people – the HIV spreads easier. Certainly Vienna was not chosen randomly; it was chosen for its historical role of a bridge between Western and Eastern Europe, where the issue of human rights concretely concerns LGBT people.</span></p>
<p>However, we have the Ilga-Europe board veto, and the delegates will not receive a precise political indication. They will just take, if they wish, an instrument of prevention in sexual activities, gently offered by the organizers.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Sandro Mattioli<br />
Responsabile salute<br />
Arcigay Il Cassero.</p>
</div>
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		<title>IAS 2011: obiettivo del millennio</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 17:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cassero Salute</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[seminari/conferenze]]></category>

		<category><![CDATA[AIDS]]></category>

		<category><![CDATA[HIV]]></category>

		<category><![CDATA[IAS 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[La giornata è stata caratterizzata da interventi tesi ad illustrare i percorsi che sono in essere per raggiungere l’obiettivo di sconfiggere HIV definitivamente, c’è in effetti un crescente interesse per il percorso scientifico relativo alla cura di HIV, ma anche la necessità di implementare i programmi di ricerca per affrontare più efficacemente i temi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata è stata caratterizzata da interventi tesi ad illustrare i percorsi che sono in essere per raggiungere l’obiettivo di sconfiggere HIV definitivamente, c’è in effetti un crescente interesse per il percorso scientifico relativo alla cura di HIV, ma anche la necessità di implementare i programmi di ricerca per affrontare più efficacemente i temi della trasmissione dell&#8217;HIV legata al consumo di droga per via parenterale e il tasso di mortalità eccessivamente elevata tra le donne incinte e bambini in particolare nell&#8217;Africa sub-sahariana e nel Sud-Est asiatico.</p>
<p>Nora Volkow (Stati Uniti), Direttore, National Institute on Drug Abuse (NIDA), ha sottolineato nel suo <a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/alessandra_small.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-776" style="margin: 10px;" title="alessandra_small" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/alessandra_small-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>intervento, che, sebbene l’assunzione di droga per via parenterale sia il vettore di trasmissione dell&#8217;HIV più riconosciuto e accertato, anche l’assunzione per via non parenterale può incrementare la probabilità di trasmissione dell&#8217;HIV. L’assunzione di una sostanza tossica, infatti, altera la capacità di giudizio e, quindi, di valutare il rischio. Il consumo di sostanze (oppiacei o anche alcool) può svolgere un ruolo nel decorso dell’infezione da HIV sia perché non migliora la funzionalità del sistema immunitario, sia per via delle possibili interazioni con la terapia antiretrovirale. L’abuso di alcool, per esempio, rischia di compromettere l’aderenza terapeutica. Tutti fattori che possono peggiorare gli esiti clinici (solo io trovo curiosa questa scelta di parole? La dottoressa richiama gli esiti degli esami, non la salute dei suoi pazienti).</p>
<p>Insomma niente più divertimento? Mah… non conosco persone sieropositive così ligie per la verità. In ogni caso gli strumenti di riduzione del danno, come le siringhe pulite per esempio, sono stati citati come elementi vitali per fermare il contagio anche dalla dottoressa Volkow, che ha sottolineato come la fine della trasmissione dell’infezione per via endovenosa sia uno degli obiettivi da raggiungere entro il 2015.</p>
<p>Restando sulla fatidica data 2015 e sugli obiettivi di Sviluppo del Millennio, uno sicuramente importante riguarda la trasmissione materno fetale. Evitare la trasmissione da madre a figlio potrebbe essere alla portata della scienza da domani se ci fosse la volontà politica. Ma tanté..</p>
<p>Nel suo intervento, Philippa Musoke (Uganda) del Dipartimento di Pediatria e Salute del Bambino, università<a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/sf_general_sun_004.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-778" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="sf_general_sun_004" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/sf_general_sun_004-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> di Makerere, ha infatti sostenuto che, nonostante i progressi compiuti nel ridurre la mortalità materna e infantile in molte regioni del mondo, siamo ancora lontani dall’obiettivo di cui sopra.</p>
<p>Nell&#8217;Africa sub-sahariana, l&#8217;infezione da HIV contribuisce in modo significativo sia per quanto riguarda la mortalità di donne e bambini, sia per quanto attiene alle comorbidità. In assenza di terapia antiretrovirale, il 50% dei bambini sieropositivi muore entro il secondo anno di vita.</p>
<p>La dottoressa ha anche sottolineato l’utilità dei programmi di prevenzione della trasmissione materno fetale dell&#8217;HIV (PMTCT), infatti la riduzione della mortalità materna e infantile nell&#8217;Africa sub-sahariana e Sud-Est asiatico negli ultimi dieci anni è direttamente connessa con l&#8217;attuazione di tali programmi.</p>
<p>Ulteriori scale-up e la copertura economica dei programmi PMTCT sono fondamentali per migliorare la vita delle donne sieropositive e dei bambini. Di nuovo compare il tema dei fondi e della pressoché totale dipendenza africana dal “primo mondo”.</p>
<p>Ma la dottoressa ha anche sottolineato l’importanza dell’accesso all’istruzione delle bambine e delle donne, dell’indipendenza economica delle donne e la possibilità di accedere a servizi di pianificazione familiare.</p>
<p>Il rafforzamento dei programmi nazionali di salute materna, neonatale e infantile, programmi che prevedano la fornitura di assistenza prenatale e postnatale per tutte le donne in gravidanza, l’aumento del tasso di copertura vaccinale, il sostegno nutrizionale per tutti i neonati, rimangono una priorità sociale vitale per sconfiggere la trasmissione materno-fetale dell’infezione.</p>
<p><a href="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hiv-cure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-780" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="hiv-cure" src="http://www.casserosalute.it/blog/wp-content/uploads/hiv-cure-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Verso una cura dell&#8217;HIV era il titolo della presentazione del professor Verdin dell’università della California. Il ricercatore ha passato in rassegna le attuali ricerche nel campo della persistenza di HIV e il loro potenziale impatto futuro in materia di eradicazione del virus, ossia una cura definitiva.</p>
<p>L&#8217;eradicazione del virus HIV significa l&#8217;eliminazione permanente di HIV durante la terapia soppressiva. Perché mai le persone in HAART vedano il permanere di HIV nell’organismo, è un argomento sul quale si dibatte ancora.</p>
<p>Recenti studi di intensificazione del trattamento antiretrovirale, hanno mostrato che la viremia persistente può derivare da diverse fonti, compreso l&#8217;HIV latente nei linfociti T CD4. Strategie di eradicazione dell&#8217;HIV attualmente si concentrano su molecole che attivano la trascrizione virale nelle cellule CD4. Vi risparmio la incredibile complessità della materia trattata dal professore, molto interessante per altro, ma in sostanza siamo ancora nel mondo delle teorie. La ricerca avrà ancora molto da lavorare in questo campo.</p>
<p>Ciò di cui si parla molto in questo periodo, ossia la terapia come prevenzione, è stato uno dei temi più trattati in questa conferenza come, con ogni probabilità, lo sarà anche nella prossima dove, tuttavia, spero che le associazioni avranno spazio e modo per far sentire la propria voce. Gli studi e i dati relativi a questa via per la prevenzione si stanno moltiplicando e sono stati ovviamente portati all’attenzione dei medici presenti in conferenza. Tutti i dati vanno nella direzione che vuole i costi inferiori ai benefici. Ad oggi gli unici studi che trovo convincenti da un punto di vista clinico riguardano l’assunzione di terapia ARV a 500 CD4. Pare che con questa modalità siano molto concrete le possibilità di evitare tumori, problemi cardiovascolari e comorbidità future, soprattutto in considerazione del fatto che l’età media delle persone sieropositive sta avanzando.</p>
<p>Su tutto il resto (terapia a persone sane, terapia ai gay perché a rischio, terapia a sex workers perché a rischio, ecc.) sono molto perplesso, non tanto perché i dati portati non siano discreti dopo tutto, quanto perché nutro dubbi sulla possibilità concreta di trasporre ciò che è possibile fare in uno studio di coorte nella vita di tutti i giorni di una prostituta tailandese, piuttosto che di un MsM statunitense, nutro dubbi sulla elevata aderenza terapeutica che è vitale altrimenti parliamo di niente, nutro dubbi sulla possibilità, tutt’altro che remota, che possano arrivare resistenze a taluni farmaci se non addirittura classi di farmaci antiretrovirali con questi schemi terapeutici.</p>
<p>Vedremo nelle prossime conferenze, con il procedere della ricerca, che cosa emergerà.</p>
<p>Sandro Mattioli<br />
Responsabile Salute<br />
Arcigay Il Cassero Bologna</p>
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