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29 Dicembre 2010

Relazione attività Cassero salute 2010

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Il 2010 sta per terminare ed è quindi tempo di tirare le somme del lavoro svolto quest’anno.

Un anno che, nel complesso, ha visto un notevole incremento di partecipazione alle attività del settore salute, nonché di visibilità per Arcigay.

Un incremento reso possibile grazie a molti fattori: il lavoro teso a creare sensibilità sui temi della salute svolto con insistenza in Associazione negli ultimi anni; la presenza, l’esperienza e la cortesia degli attivisti di altre Associazioni (Lila e Nadir in testa) che ci hanno accompagnato per mano nel nostro tentativo di crescita; il sostegno di imprese come Abbott; l’impegno e l’interesse di volontari e volontarie, disponili anche ad essere coinvolti in prima persona.

A tutti va il ringraziamento di Arcigay Il Cassero e il mio personale.

Il 2010 è stato l’anno in cui, forse per la prima volta, il Cassero è stato visto in generale come luogo più accogliente anche da persone sieropositive, siamo passati da frasi come “…se mi vedono li dentro non scopo più”, ai coming out sull’HIV nella sede dell’Associazione.

Il 1 dicembre di quest’anno, scelta non certo casuale, finalmente è nata la sezione Donne su casserosalute.it.

Un risultato importante, nato dallo sforzo di un gruppo di donne che hanno fortemente voluto comunicare la loro esperienza a tutte e, perché no, a tutti. Hanno saputo creare pagine chiare e comprensibili, finalmente qualcosa di pratico anche per le donne lesbiche. Un risultato importante se consideriamo che, solo pochi anni fa, ad una formazione sulla salute al femminile organizzata dal Cassero erano presenti più uomini che donne. Oggi l’interesse è aumentato e i più che ragguardevoli accessi alle pagine della sezione donne on line, lo dimostrano.

La scelta del 1 dicembre, come ho detto, non è stata casuale: nel report annuale relativo al HIV della sanità della Regione Emilia Romagna, infatti, sono comparsi i primi casi di HIV in donne omo-bisessuali. Si tratta di numeri molto contenuti per fortuna, tuttavia è un segnale che merita attenzione.

Il 2010 è stato un anno che ci ha visto impegnati in quattro grossi eventi: la conferenza mondiale AIDS che si è tenuta a Vienna nel luglio scorso, la campagna nazionale mirata al sostegno delle persone sieropositive che iniziano la terapia antiretrovirale, il laboratorio residenziale pilota HIVoices, la partecipazione alla seconda conferenza italiana sull’AIDS (ICAR 2010).

ICAR 2010 si è svolta a Brescia dal 20 al 22 giugno. È stata sicuramente una occasione formativa importante. Alla conferenza hanno partecipato il dott. Redi, volontario del gruppo salute, insieme al responsabile salute. Le relazioni sulle giornate della conferenza sono on line:

1ª giornata
2ª giornata
3ª giornata
relazione Redi

Sulla Conferenza mondiale mi limito a dire che è stata una esperienza entusiasmante, resa possibile grazie al sostegno di Abbott e alla preziosa collaborazione di Kitchen. Rimarco il fatto che, nonostante la conferenza fosse alle porte del nostro Paese, è mancata la presenza istituzionale italiana. Non erano infatti presenti in modo visibile né il Ministero, né l’ISS, assenze notate da diverse personalità.

Per l’Italia era ufficialmente presente Arcigay, con uno stand piazzato proprio al centro del Global Village, con un video che ha descritto la situazione dell’Italia in merito al HIV/AIDS dal punto di vista di Arcigay, con un gruppo di ben sette persone che hanno svolto un grande lavoro in termini di visibilità per la nostra Associazione.

Le relazioni sulle giornate della conferenza sono on line:

1ª giornata
2ª giornata
3ª giornata
4ª giornata
5ª giornata
Global Village e Conclusioni

Per molte persone che vivono con l’HIV, l’inizio della terapia antiretrovirale segna un passaggio difficile della propria vita. Un momento in cui taluni per la prima volta si percepiscono come malati, in cui appare lo spettro degli effetti collaterali, in cui la paura del cambiamento fisico prende piede.

Di nuovo grazie al sostegno di Abbott, abbiamo promosso una campagna nazionale volta a sostenere le persone sieropositive in questo percorso. In effetti oggi gli effetti collaterali sono noti e, per buona parti essi, è possibile porvi rimedio o tenerli sotto controllo sicuramente grazie all’intervento di medici preparati anche all’ascolto oltre che sul piano sanitario, ma anche grazie all’apporto di pazienti più informati e attenti alle loro condizioni di salute e alle possibilità offerte dai farmaci in commercio. La campagna ha visto la produzione di decine di migliaia di manifesti e cartoline distribuiti nei vari Pride italiani (vedi Safe Pride), oltre a un bellissimo spot realizzato grazie alla partecipazione dei volontari del Cassero.

È senz’altro auspicabile che l’industria farmaceutica prosegua nello studio di farmaci meno tossici per l’organismo e sempre più efficaci nella lotta contro l’infezione da HIV, così come è auspicabile che procedano spedite le ricerche in corso tese all’eradicazione del virus, fra le altre speranze mi piace citare il lavoro del Dott. Alessandro Ripalti dell’Unità Operativa di Microbiologia dell’Ospedale S. Orsola-Malpighi, l’unico italiano ad aver presentato un progetto di eradicazione di HIV e ad aver ottenuto un consistente sostegno da parte della fondazione Gates.

HIVoices, il laboratorio su sieropositività e identità sessuale realizzato nel settembre scorso, è stato forse il prodotto del Cassero che mi ha dato maggiori soddisfazioni. Complesso fin dalle fasi di organizzazione e gestione in quanto primo esempio di laboratorio per soli gay sieropositivi prodotto dall’Associazione con l’aiuto di Nadir Onlus (e l’appoggio di una parte importante dell’associazionismo gay a iniziare da Pride), HIVoices ha avuto una riuscita in termini di interesse e corrispondenza ai bisogni espressi dal gruppo coinvolto, al di sopra di ogni aspettativa. Il trio di formatori Porcari, Pullega, Ricci ha saputo guidare il gruppo di lavoro in modo mirabile e hanno fatto si che ogni dubbio e perplessità sulle capacità di intervento di Arcigay su di un tema complesso come quello della sieropositività, si sciogliessero come neve al sole.

Il gruppo si è così compattato che è rimasto in contatto ed ha costituito un gruppo virtuale on line.
Penso che lo sforzo sostenuto da Arcigay e Nadir, che ringrazio, abbia sortito gli effetti sperati.

Si è trattato di un laboratorio pilota che sicuramente verrà replicato nel prossimo anno, spero con egual successo.

Tornando al nostro Policlinico, voglio sottolineare che dopo un inizio burrascoso a causa di un fraintendimento su una mancata PEP, abbiamo posto in essere un sereno rapporto di collaborazione con il nuovo Direttore dell’U.O. Malattie Infettive Prof. Viale. Grazie al suo interessamento, infatti, è stato possibile realizzare l’evento BEST (Better Equipped for Starting Treatment). Un’attività formativa internazionale, attuata in Italia da Nadir Onlus al quale Arcigay Il Cassero ha aderito,

Di nuovo la collaborazione fra Il Cassero e Nadir ha consentito di realizzare un evento utile sia al personale sanitario, sia ai pazienti per diffondere un approccio positivo alla terapia HAART.

Restando in ambito formativo, il Cassero ha potuto partecipare con ben quattro volontari ad Undetectables, il seminario annuale di Nadir che si è svolto a Roma il 12 e 13 marzo.

Da segnalare anche la presenza del Cassero alla Annual Conference di Ilga-Europe, tenutasi a Den Haag in Olanda dal 28 al 31 ottobre, dove abbiamo contribuito a porre le basi per la conferenza del 2011 che si terrà a Torino e insistito nella nostra politica tesa a portare Ilga-Europe ad interessarsi di HIV da un punto di vista politico.

Eventi a volte considerati “minori”, ma in realtà di grande importanza per la nostra Associazione i nostri “banchetti”, ossia punti informativi, di divulgazione di materiali e informazioni sul safer sex realizzati

durante alcune serate danzanti al Cassero (Safe Dance) o nei venerdì di Feed the Bears (Safe Bears), così come in occasione del Boga Tournament; importante è stato il nostro info point nella centralissima piazza Ravegnana dove per il 1 dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, i nostri volontari hanno distribuito, unici in tutta la città, preservativi gratis e materiale informativo ai passanti.

Sempre in occasione del 1 dicembre, in collaborazione con il settore cultura del Cassero (LUO) si è tenuto un evento, chiamato Positive Aspects, grazie al quale abbiamo potuto illustrare al pubblico presente gli aspetti principali della nostra partecipazione alla conferenza mondiale AIDS. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’associazione GVC, abbiamo potuto ascoltare la testimonianza del dott. Miguel Orozco che ha relazionato su un progetto integrato di lotta contro l’AIDS che sta portando avanti nel suo Paese, il Nicaragua, grazie al sostegno di varie associazione e della Comunità Europea.

Non meno importanti sono state le nostre campagne, come quella “estiva”: per la prima volta manifesti che facevano esplicitamente riferimento al sesso penetrativo protetto, sono stati esposti per le strade di Bologna.

La notizia della campagna è stata ripresa da diversi canali di comunicazione da repubblica.it alla rivista gay Pride.

Dobbiamo ringraziamenti a molti: a tutti i volontari e le volontarie (ma un grazie in particolare al gruppo dei volontari salute, al gruppo di lavoro della sezione Donne, a Cassero Fuori), Abbott, Kitchen, Nadir Onlus, Lila, al bravissimo fotografo Daniele De Vitis al quale dobbiamo la quasi totalità degli scatti del sito salute, alle modelle e agli organizzatori di The Italian Miss Alternative edizione 2010, che instancabili ogni anno si prodigano per portare in scena i loro deliri con l’intento di raccogliere fondi per le associazioni Bolognesi di lotta contro l’HIV/AIDS, alla rivista Pride, ai curatori della ricerca Emis e a gay.it che hanno pubblicizzato il sito salute del Cassero, i nostri formatori (Porcari, Pullega, Ricci), sicuramente dimentico qualcuno.

A molti, dicevo, ma non a tutti. Non alla società ViiV che pare abbia preferito ottemperare a rigide regole interne e non collaborare con il Cassero, perdendo così l’occasione di produrre insieme materiali e attività atte a combattere l’HIV/AIDS in una popolazione fra le più esposte come quella degli MSM.

Sandro Mattioli
Responsabile Salute
Arcigay Il Cassero
Bologna

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