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21 Luglio 2010

XVIII Conferenza mondiale AIDS - 3 giornata

Archiviato in: seminari/conferenze — Tag:, , — Cassero Salute @ 16:40

La terza giornata della conferenza è iniziata con un plenaria molto interessante, presieduta e presentata niente meno che da Annie Lennox da anni attivista per la lotta contro l’HIV/AIDS non solo a chiacchiere come ho avuto modo di vedere, stupenda, con una maglietta nera con una enorme scritta HIV positive.

Annie Lennox

Annie Lennox

Il dott. Anthony Fauci ha “aperto le danze” con una presentazione meravigliosa dal titolo “New concepts in HIV/AIDS pathogenesis: implications and interventions”. che tento di riassumere.
Ma prima devo dare conto del fatto che anche questa plenaria ha vissuto una breve contestazione, e non sarà nemmeno l’unica della giornata come avremo modo di vedere più avanti..
Un folto gruppo di attivisti infatti, hanno inscenato una protesta al grido di “housing for patients”.
Non senza regione.
In effetti la mancanza di un tetto, vivere per strada, ecc. mal si concilia con la vita della persona sieropositiva, soprattutto se segue una terapia ed è obbligata a orari fissi, a una vita regolata e sana che, senza casa, ben difficilmente potrà avere.

Ma torniamo alla presentazione del dott. Fauci, direttore del NIAID (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) che ho avuto modo di ascoltare già a Città del Messico.
Ha iniziato illustrando alcuni temi principali relativi alla patonegesi dell’HIV, che vanno dalla trasmissione e cosa accade nell’organismo nei primi tempi dall’avvenuto contagio, alle dinamiche virali e linfocitarie, alla creazione dei cosiddetti reservoir, dalle disfunzioni immunitarie, alle attivazioni immunitarie anomale.
Temi complicatissimi che il dott. Fauci ha saputo descrivere in modo semplice e comprensibile, spiegando come la ricerca sulla patogenesi di HIV abbia portato a risultati importanti.
La parte sulla trasmissione per via sessuale prende il via con una slide provocatoria: “Sexual trasmission of HIV is inefficient” e in effetti lo studio presentato su una coorte ugandese, dimostra che il tasso di trasmissione sessuale fra coppie sierodiscordanti è di 0,0012 per “coital act” e questo perché HIV ha difficoltà a trovare le cellule CD4 oltre la barriere di una mucosa non infiammata.
In effetti è proprio questo il collo di bottiglia che ci “frega”, ossia l’infiammazione delle mucose dovuta a una

Anthony Fauci

Anthony Fauci

qualsiasi infezione, inoltre è stata presentata una ricerca che dimostra che la gran parte delle sieroconversioni è avvenuta con un solo rapporto sessuale, fra i tanti fatti, specialmente se si parla di trasmissione virale attraverso le mucose.
Una serie di complesse slide, che vi risparmio, hanno dimostrato il ruolo di guida per HIV che svolgono le glicoproteine α4β7 che appaiono sulla superficie delle cellule CD4, target principale del virus.
Il risultato dello studio è una nuova speranza perché l’eventualità di impedire il legame che unisce la α4β7 alla superficie della cellula CD4, dovrebbe essere seriamente preso in considerazione per lo sviluppo di un vaccino.

Quindi la mucosa sana è una barriera efficiente contro la trasmissione dei HIV, ma cosa ne disturba l’efficienza? Per esempio le infezione ulcerative genitali che agevolano enormemente il passaggio dei virioni.
Un altro passaggio importante, ma decisamente negativo, è la scoperta che i cosiddetti reservoir, i virus latenti, vengono creati fin dai primi momenti dell’infezione. Uno vecchio studio già dimostrava che l’assunzione della HAART a 10 giorni dall’inizio dell’infezione primaria, non è riuscita ad impedire la formazione delle latenze.
Quindi anche un piano terapeutico altamente attivo come quelli a nostra disposizione oggi, ha dei pesanti limiti nel controllare HIV.
Facciamo quindi un passo indietro e vediamo cosa è possibile fare per impedire l’ingresso del virus:
ovviamente la prima cosa è usare il condom, una barriera fisica quindi che impedisce il passaggio del virus; si è accennato l’argomento microbicidi sul quale ho già detto nelle altre relazioni, per approdare all’argomento circoncisione maschile che aumenta in modo consistente l’ispessimento del prepuzio cosa che rende più difficile al virus il passaggio della mucosa. La diapositiva proiettata non lasciava certo dubbi sulla maggiore presenza di cheratina in un pene circonciso rispetto ad uno che ha ancora il prepuzio, tuttavia non è una panacea perché non da sicuramente la certezza totale, per cui si non è proprio il caso di pensare alla circoncisione per poi eliminare il preservativo.
Semmai la circoncisione può evitare problemi in caso di rottura del preservativo.
Sempre sulla stessa linea di ragionamento, si è poi parlato di PrEP, di PEP per poi approdare all’inizio precoce della terapia, un chiodo sul quale battono tutti i martelli della conferenza e sul quale l’impostazione statunitense appare decisamente prevalente.
Da un punto di vista tecnico l’inizio precoce ha indubbi vantaggi. Ad esempio limita la formazione dei reservoir, preserva in parte le funzioni immunitarie, accresce le possibilità terapeutiche generali, calano le possibilità di trasmissione di HIV nell’ambito della comunità di appartenenza.

Everjoice Win

Everjoice Win

Sempre presentata dalla mitica Annie Lennox, la successiva presentazione ha trattato il tema della violenza sulle donne e su come questo incida ovviamente sulla qualità della vita, ma anche nell’ambito della lotta contro l’HIV.
Condotta da una fantastica attivista dello Zimbabwe, Everjoice Win di ActionAid International, ci ha mostrato la vastità impensabile della violenza perpetrata contro le donne e la forte connessione che si instaura fra la violenza e l’HIV. L’ineguaglianza di genere, infatti, perpetua sia la violenza che l’HIV. Per esempio le donne sono più esposte alla possibilità, tutt’altro che remota come sappiamo, di essere soggette a violenze sessuali o a coercizioni e questo è vero soprattutto per le donne sieropositive le quali sono soggette a violenze domestiche da parte del partner, ma anche da familiari che le accusano e discriminano.
Anche se la violenza contro le donne è stata riconosciuta come una violazione dei diritti umani e ci sono leggi che puniscono chi perpetra tali violenze, la Win ha chiesto con forza che il contrasto alla violenza contro le donne sia riconosciuta come una priorità nell’ambito della lotta contro l’AIDS. Ha inoltre chiesto ai governi di non usare la cultura, la religione, o le tradizioni come scuse per sdrammatizzare o schivare il tema della violazione dei diritti delle donne e di andare nella direzione di una implementazione ed inasprimento delle leggi contro la violenza che dovranno tenere contro anche del rischio HIV.

Ci tengo a rimarcare che anche se non scriverò, anche per problemi di spazio e di tempo, in merito a temi che ho già trattato in altre relazioni, non significa che non siano presenti in questa conferenza o che i problemi siano stati risolti. Tanto per fare un esempio concreto i corridoi della conferenza sono tappezzati dallo slogan MOSOTOS = DEATH dove mosotos sta per “More Of the Same Old Talk, Opinions and Speeches” ossia al di la delle solite chiacchiere. Sottolineano come nel mondo le persone con HIV stanno morendo di tubercolosi.
Si parla tanto di questo tema ma di fatto solo il 4,1% delle persone che vivono con HIV vengono sottoposte al test per la tubercolosi e il risultato è che ogni 4 persone in AIDS, 1 muore di tubercolosi.
La tubercolosi è difficile da curare ma si cura, si cura nel senso proprio del termine: si può guarire!
È inconcepibile o no che ci sia chi muore per qualcosa da cui si guarisce?
Oggi la crisi economica mondiale impedisce, dicono, di curare le persone, impedisce di continuare sulla strada dell’accesso globale ai farmaci, impedisce, in altre parole, una lotta reale, qui e ora, contro l’HIV che continua imperterrito la sua corsa.
Se è vero che HIV oggi non è eradicabile, è tuttavia vero che è possibile fare qualcosa e quel qualcosa deve essere fatto, per esempio nei confronti della trasmissione materno-fetale che oggi è possibile bloccare.
Vi invito a visitare il sito dell’iniziativa Born HIV free e a firmare a sostegno dell’iniziativa, per ogni firma l’organizzazione riceverà dei fondi necessari all’acquisto dei farmaci antiretrovirale che servono per far nascere sani i figli di delle donne sieropositive.

Sandro Mattioli
Responsabile Salute
Arcigay Il Cassero
Bologna

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