XVIII Conferenza mondiale AIDS - 5 giornata
Oggi la conferenza si è aperta con una bella plenaria sulla prevenzione e sui diritti umani, praticamente i temi centrali della conferenza mondiale.
Il dott. Carlos Caceres del Perù ha fatto una presentazione in merito ad interventi di prevenzione da HIV combinati, ossia un approccio biomedico, comportamentale e strutturale. Una prevenzione combinata può, secondo il relatore, accrescere la sensibilità su di un concetto che deve essere completo, strategico e basato sull’evidenza scientifica oltre che avere una solida base di rispetto dei diritti umani.
A seguire una breve ma interessante presentazione è arrivata dalla Gran Bretagna. Una giovane relatrice ha presentato una ricerca, condotta su oltre 11.000 MSM, britannici, maschi, con ruolo sessuale prevalentemente attivo (ah ecco dove sono allora).
Di nuovo gli inglesi portano una ricerca su un sottogruppo di un gruppo minoritario.
Per noi sarebbe fantascienza. Altro dato di fantascienza: la ricerca, studio MESH, è stata condotta dalla City
University London e dal THT (Terence Higgins Trust), qualcuno ad immaginare una università italiana che si mette a studiare i gay insertivi?
Ma non è tutto. Dato che esistono numerosi studi africani sull’incidenza di HIV nelle pratiche sessuali con pene circonciso in coppie eterosessuali, questa ragazza ha pensato bene di fare lo stesso anche per gli MSM. Per cui hanno selezionato solo gli MSM circoncisi e hanno sostanzialmente ripetuto gli studi africani, giungendo, purtroppo, a risultati diametralmente opposti:
non è stata posta in evidenza alcuna associazione fra la circoncisione maschile e la prevalenza di HIV fra maschi omosessuali che hanno solo rapporti sessuali nel ruolo insertivo.
Inoltre lo studio ha evidenziato che la circoncisione non riduce il rischio di acquisizione dell’HIV sempre nei maschi solo “attivi”.
In altre parole per i maschi omosessuali che svolgono solo o prevalentemente il ruolo insertivo, non ci sono alternative all’uso del preservativo, sicuramente non lo è la circoncisione.
La conferenza di Vienna, come le precedenti del resto, è dotata di un PLWH lounge, (People Living with HIV). Un’area riservata dove le persone sieropositive possono rilassarsi, bere o mangiare qualcosa, chiacchierare e magari assumere le terapie senza essere per forza sotto gli occhi di tutti. Annessa al lounge c’è una sala con poltrone e dormouse dove è possibile riposare per qualche ora. Nella sala, sottolineo, erano anche presenti i classici raccoglitori gialli per siringhe usate. Io trovo che sia un grande esempio di riduzione del danno, peraltro la possibilità di harm reduction era prevista e dichiarata nel programma della conferenza. Inutile nascondersi dietro falsi moralismi, HIV riguarda in buona
parte persone che fanno uso di sostanze iniettive e la decisione dell’organizzazione di farsene carico è unsegno di civiltà.
Oggi Medecins Sans Frontiere ha presentato i dieci punti, anzi le 10 conseguenze del mancato accesso globale ai farmaci. Non ho intenzione di descriverli tutti, penso che anche per voi, come per me del resto, sia sufficiente guarda la foto del ragazzo haitiano: la prima è di marzo 2003, la seconda è di settembre 2003! In mezzo c’è stato l’inizio della terapia HAART. Penso che sia chiaro a tutti il motivo per cui il global access è vitale.
Sandro Mattioli
Responsabile Salute
Arcigay Il Cassero
Bologna





