L'infezione HIV generalmente viene suddivisa in quattro stadi:
Infezione principale o acuta
Questo stadio ha inizio poco dopo l’esposizione all’HIV e dura per alcune settimane. Durante questo periodo sono presenti nel sangue grandi quantità di HIV per cui carica virale tende ad alzarsi rapidamente. Dopo qualche settimana il sistema immunitario incomincia a rispondere all'aggressione dell’HIV con la produzione di specifici anticorpi.
Questo processo si chiama “sieroconversione”, e gli anticorpi HIV prodotti dal sistema immunitario sono appunto ciò che il test per l’HIV va a ricercare.
Durante questo processo, in qualche caso, compaiono sintomi molto generici come febbre, gola irritata, fatica, sudori notturni o irritazioni cutanee.
La maggior parte delle persone, tuttavia, non accusa nessun sintomo e la loro sieroconversione passa completamente inosservata. In questo stadio all’alta carica virale corrisponde un livello di CD4 che tende ad abbassarsi in modo significativo, ma, in buona parte dei casi, si tratta di un processo transitorio. Infatti, una volta superata la fase acuta grazie alla reazione dell’organismo, il livello dei CD4 dovrebbe riprendere a salire e la carica virale ad abbassarsi.
Infezione asintomatica
Questo stadio, la cui durata varia da persona a persona ma può durare per diversi anni, è caratterizzato, come dice il nome, dalla pressoché totale assenza di sintomi. Durante questo stadio il carica virale nel sangue normalmente è abbastanza bassa, ma l’HIV rimane attivo e presente nelle ghiandole linfatiche o linfonodi. Le ghiandole linfatiche sono parte integrante del nostro sistema immunitario e producono i globuli bianchi, che servono a combattere l’infezione. Per questo motivo è possibile che di tanto in tanto le ghiandole linfatiche, sotto le ascelle, lungo il collo, nell’inguine, si gonfino.
Infezione sintomatica
Verso la fine dello stadio asintomatico, l’HIV diventa più attivo nel sangue, ossia distrugge un numero crescente di cellule CD4 finché l’organismo non riesce più a produrne in numero sufficiente a rimpiazzare quelle eliminate dal virus e quindi non riesce più a proteggerci.
Durante questa fase naturalmente i test rilevano una carica virale molto alta e un livello di CD4 sempre più basso. In questo caso solitamente il medico ti chiederà di avviare immediatamente una terapia antiretrovirale per impedire le continue replicazioni del virus e la conseguente crescita della carica virale. Se non viene avviata in tempo la terapia, si presentano i primi sintomi che variano da persona a persona ma che indicano che si stanno sviluppando una o più infezioni opportunistiche correlate all’HIV.
Malattia (AIDS) HIV avanzato
Se non si incomincia la terapia, l’HIV continua nella sua corsa replicandosi sempre più velocemente e, naturalmente, riducendo sempre più al lumicino il numero dei CD4. I sintomi delle infezioni opportunistiche che possono essere iniziati nello stadio descritto in precedenza, diventano ora sempre di più una grave minaccia perché il sistema immunitario è ormai pesantemente danneggiato e ha perso la sua capacità di combattere le infezioni. In questo stadio solitamente viene diagnosticato l’AIDS ed è essenziale trattare le infezioni o i tumori insorti e avviare la terapia antiretrovirale. In caso contrario le infezioni porterebbero rapidamente alla morte.
Purtroppo oggi molte persone si scoprono sieropositive solo nel momento in cui iniziano a mostrare i sintomi dell’infezione se non addirittura in prossimità o contemporaneamente allo stato di AIDS. In questi casi è vitale incominciare al più presto una terapia contro l’HIV.
Ormai le recenti terapie contro l’HIV sono molto efficaci anche nel caso di diagnosi così tardiva, ma i tempi di ricostruzione del sistema immunitario saranno molto più lunghi e quindi maggiori saranno le possibilità di essere esposti ad infezioni opportunistiche e non. La diagnosi precoce, e quindi il test per l’HIV che è l’unico sistema sicuro per accertare la presenza del virus nel sangue, è essenziale nella lotta contro l’HIV.