Alternative al preservativo?
Togliere il pene prima di venire?
Niente sesso con i sieropositivi?
Meno rapporti sessuali, meno rischio?
Amore
Fedeltà e fiducia
Test invece delle preoccupazioni
Sono sieropositivo, ormai a che mi serve il preservativo?
È evidente che molti di noi rinuncerebbero volentieri ai preservativi.
Anche se, in realtà, sono talmente sottili che si percepiscono appena, spesso è sufficiente sapere che quella sottilissima barriera c’è.
Bisogna interrompere il gioco per infilarli. Tutto questo, spesso, non è semplice.
C’è la possibilità di far sesso senza preservativo senza correre un rischio troppo alto? Molti di noi hanno le proprie idee e teorie in proposito. Eccone di seguito alcune, che forse non ti torneranno nuove.
Diciamo fin d’ora: sono semplicemente sbagliate.
Togliere il pene prima di venire?
Non sono pochi gli uomini che pensano che per chi penetra il rischio sia minimo, rispetto al penetrato. Ed è molto diffusa anche l’opinione che il rischio sia comunque molto ridotto se non si eiacula nell’ano del partner.
I fatti
L’infezione HIV può essere trasmessa tramite lo stretto contatto del pene non protetto con i secreti delle mucose dell’ano. Prepuzio, glande e uretra sono le possibili vie d’accesso per il virus HIV. Per tale motivo, anche il partner attivo corre un pericolo di contagio HIV se fa sesso senza usare il preservativo. Qui non ha importanza se l’atto si conclude con l’eiaculazione o meno.
Per quello passivo vale la stessa cosa: un contagio è possibile anche senza eiaculazione del partner che lo penetra, ovvero senza sperma, a causa del liquido prespermatico (pre-eiaculazione). Anche quest'ultimo contiene i virus HIV, pur se in quantità modeste. Nel sesso orale (pompini), il virus contenuto nel liquido non è sufficiente per un contagio (vedi anche sezione "Quanto è rischioso se). Nel sesso anale, però, la cosa è diversa, a causa della estrema permeabilità delle mucose anali.
La variante più pericolosa è quella di un uomo HIV positivo che penetra un HIV-negativo e gli viene dentro. In questo caso, lo sperma raggiunge direttamente le mucose del partner passivo con una concentrazione HIV più o meno elevata, ed entra in circolo. Questo è il più alto rischio di trasmissione HIV.
Sono però numerosi i fattori che influiscono sul grado di rischio di contagio HIV nei singoli casi di sesso non protetto.
Se sei tu a penetrare o a essere penetrato, se il tuo partner eiacula dentro di te o no, sono due esempi tra tanti e non per forza i due più importanti.
Per quanto riguarda il rischio di trasmissione dell’infezione, nel sesso anale penetrativo non protetto è la quantità di virus HIV presente nel sangue e nello sperma del partner sieropositivo ad avere un’influenza ben superiore rispetto alla scelta del ruolo attivo o passivo.
Quanto più è elevata la cosiddetta carica virale, tanto più alto è il rischio. – Ciò significa allora che una carica virale non più rilevabile nell’ultimo esame esclude la possibilità di contagio HIV?
Purtroppo no.
– Una carica virale indica quante copie di virus ci sono nel sangue. Ma l’infezione HIV non viene trasmessa solo attraverso tali virus liberi, bensì è possibile anche la trasmissione di cellule infette da HIV. E questo rischio rimane, anche se la carica virale non raggiunge le quantità sufficienti per un rilevamento.
– L’indice della carica virale evidenzia sempre e solo una situazione momentanea. I valori possono modificarsi fra un controllo e l’altro – anche con la continuazione della terapia.
– Una carica virale rilevata nel sangue rispecchia spesso – ma non sempre – la concentrazione di virus nello sperma.
In sintesi: nessuno sa quale sia l’effettiva concentrazione della carica virale al momento dell’atto sessuale; non c’è chiarezza sul singolo, essenziale fattore di rischio.
L’eventuale presenza di un’altra malattia a trasmissione sessuale, per esempio la gonorrea o la sifilide, può aumentare notevolmente il rischio d’infezione HIV il cui ingresso nell’organismo è agevolato proprio da queste altre malattie le quali, per lo più, provocano focolai d’infezione superficiali sul pene, sui testicoli, in bocca o nella zona anale. Tali focolai (vescichette, ulcerazioni, ecc.) sono la sede di cellule speciali molto più sensibili agli attacchi di germi patogeni della pelle o delle mucose.
I fattori da tenere presente sull’effettivo grado di rischio in ogni singolo caso sono talmente tanti, che la strategia del "tirarlo fuori" prima di venire e di fare sesso solo nel ruolo attivo non può ridurre con sicurezza e a sufficienza il rischio.
E poi scusate, ma se dobbiao tenere presente una serie così lunga di variabili e possibilità, scopare non è più un divertimento ma una roulette russa. E tutto questo casino per non mettere un preservativo?
Ne vale davvero la pena?
Quindi: far sesso penetrativo anale senza preservativo ad oggi è una pazzia, è il rischio più grande che puoi correre – anche senza eiaculazione e anche per il partner attivo, indipendentemente dalla quantità di lubrificante usato, dalla dolcezza o dall’irruenza dell’atto, ecc.
Niente sesso con i sieropositivi?
"Io lo sento, se uno è sieropositivo o no, lo si può giudicare in base
al tipo. Mi cerco i più giovani, che non hanno ancora troppe esperienze
sessuali. E anche l’aspetto è un punto di riferimento. Come
si presenta il tipo? È curato? In linea di massima penso che lil mio modo sia
giusto."
La conosci la barzelletta di quello che si butta da un grattacielo e, giunto all’altezza del secondo piano, grida: "Fin qui tutto bene!"?
Nessuno può capire dalla faccia di una persona la sua condizione sierologica. Né una fiorente giovinezza, né un’affascinante bellezza possono garantire lo stato sieronegativo di una persona.
Tantomeno il fatto che il tuo partner sia disposto a far sesso senza preservativo significa sicurezza. Al contrario. Forse è positivo e pensa: "se si fa scopare senza preservativo, è certamente positivo anche lui".
Puoi anche avere le tue ragioni per rinunciare al profilattico. Ma una semplice supposizione basata su segni esteriori per giudicare lo stato sierologico del partner è indubbiamente una delle strategie meno valide. E' decisamente meglio se pensi che ogni partner potrebbe potenzialmente essere sieropositivo, e ti regoli di conseguenza.
Meno rapporti sessuali, meno rischio?
"Ho ridotto drasticamente il mio 'consumo': il numero dei
miei partner sessuali è meno della metà rispetto a prima.
Perché? Beh, in parte sicuramente per via dell’Aids. È terribile
doversi chiedere più volte al mese: E adesso?
Sono stato contagiato? E poi fare ogni volta il test e
aspettare il risultato. È uno stress continuo."
Logico: se fai sesso non protetto solo una volta all’anno, corri solo una volta all’anno il rischio di venire contagiato. Se fai venti volte sesso senza preservativo invece, corri il rischio venti volte. Se tutti i gay dimezzassero il numero dei partner, avremmo meno casi di HIV.
Per ogni singolo caso, però, non c’è una gran differenza! Perché il rischio c’è sempre, per ogni scopata senza preservativo, indipendentemente da ciò che hai fatto la notte prima o che farai il mattino seguente o il giorno dopo ancora.
Puoi avere fortuna due, tre o anche venti volte. Ma il virus è sempre in agguato e può colpirti. Vuoi fare sesso giocare alla roulette russa? Non sono poche le persone che si sono prese l’HIV al primo rapporto sessuale non protetto.
Ci amiamo. Lui non mi farebbe mai del male!
Ok stai toccando il cielo con un dito, amore, fiducia e senso di appartenenza, sentimenti e desideri corrisposti, romanticismo, scintille erotiche e sesso bollente.
E quindi perché parlare di malattie, del passato sessuale di entrambi, di fedeltà e tradimenti e del test HIV?
"Sono una persona che non ha bisogno di molto tempo per riporre
la propria fiducia negli altri. Quando ho conosciuto il mio ultimo
compagno, ho percepito subito qualcosa di profondo e di molto
intenso fra noi. Mi sentivo talmente sicuro con lui, che la domanda
non si poneva affatto. Come avrebbe potuto farmi del male? Un
pensiero inimmaginabile, assurdo. E in quel periodo lui faceva
l’amore solo con me. Il suo passato? Non esisteva.
Esistevamo solo lui e io. Allora, lui non sapeva ancora di essere sieropositivo"
Molti gay si contagiano con l’HIV nell’ambito di una relazione fissa. Spesso per il solo fatto di non averne parlato.
In una relazione, parlare di HIV e richiedere il safer sex non ha niente a che fare con la mancanza di fiducia, mentre ha molto a che fare con la responsabilità e il rispetto per il partner e per se stessi.
Proprio responsabilità e rispetto dovrebbero essere parti integranti di una relazione d’amore. O no?
Fedeltà e fiducia?
Vale la pena di discutere su certi punti, perché in una relazione stabile si può anche rinunciare al safer sex, ma solo ad alcune condizioni:
Se fai coppia fissa con qualcuno, potete fare insieme un test HIV ma solo dopo aver rispettato per tre mesi le regole del safer sex. Questo per il fatto che dopo una situazione a rischio ci vogliono tre mesi per poter escludere con sicurezza un eventuale contagio. Se siete entrambi sieronegativi, potete rinunciare ai preservativi nell’ambito della relazione, se fate sesso solo fra voi due o usate sempre i preservativi in caso di scappatelle al di fuori della coppia.
Questa "sicurezza negoziata" richiede una grande fiducia e la capacità di parlare di tutto con il partner! Devi poter essere davvero sicuro che il tuo partner ti dica se, nonostante tutte le promesse, ha fatto sesso con un altro senza usare il preservativo. Parlate prima della possibilità di dover affrontare tale situazione. Se non sei sicuro che il tuo partner si attenga alle regole, parlagliene!
Tieni sempre presente che la decisione di non usare il preservativo in un rapporto di coppia, implica che metti la tua vita nelle mani dell’altro.
Molte infezioni HIV all’interno di una coppia subentrano perché uno dei due partner non riesce ad attenersi alle regole concordate ai fini della sicurezza.
"Non so proprio come spiegare a mio marito perché all’improvviso
dovremmo usare di nuovo i preservativi, dopo due
anni di rapporti non protetti. Capirebbe subito che ho scopato
con un altro, e per giunta senza preservativo."
Test invece delle precauzioni?
È indubbiamente una buona cosa accertare il proprio stato HIV. Di per sé, però, un risultato negativo non significa molto.
Va valutato che cosa hai fatto nei tre mesi prima e nel periodo dopo il test: hai fatto sempre safer sex? In caso contrario, è possibile un contagio che non può essere ancora rilevato.
Il risultato negativo di un test conferma soltanto che fino a tre mesi prima tu eri sieronegativo.
Lo stesso vale per chi ti dice che il suo test è risultato negativo. Nel frattempo possono essere accadute molte cose che tu non sai.
Inoltre, un risultato negativo, dopo una situazione a rischio, non significa che tu sia immune o particolarmente resistente all’HIV, bensì unicamente che hai avuto una botta di culo. Una! E non è detto che ce ne sarà un’altra.
Sono sieropositivo, quindi ormai a che serve il preservativo?
Se sei sieropositivo, forse pensi alla possibilità di fare sesso non protetto con altri sieropositivi. In questo caso dovresti riflettere su alcuni punti:
L’altro è davvero sieropositivo? O lo supponi soltanto?
Il safer sex non solo protegge dall’HIV, bensì diminuisce decisamente anche il rischio d’infezione da altre malattie a trasmissione sessuale. Se sei HIV-positivo, devi cercare di prevenire qualsiasi ulteriore infezione, per non indebolire ancora di più il tuo sistema immunitario ed evitare complicazioni. Infezioni supplementari possono anche influire negativamente sul decorso di un’infezione HIV, inoltre contribuiscono in maniera decisiva alla trasmissione dell’HIV.
Non è escluso il rischio di una cosiddetta coinfezione o superinfezione HIV con un ceppo (gruppo) virale diverso dal tuo e puoi non reagire più ai farmaci.
