Il test consiste in un prelievo di sangue che, analizzato, diagnostica la presenza o meno dell'infezione da Hiv.
Il test rileva la presenza nel sangue degli anticorpi anti-Hiv, che si sviluppano solo in caso di contatto con il virus.
Il risultato del test è positivo se si riscontra la presenza di anticorpi contro il virus (sieropositività all'Hiv), al contrario sarà negativo se gli anticorpi non vengono rilevati (sieronegatività all'Hiv).
L'organismo non reagisce subito all'aggressione dell'HIV. Infatti dal momento del contatto con il virus all'inizio della produzione degli anticorpi, deve passare un periodo di tempo variabile da un minimo di qualche settimana fino a 3 mesi.
Questo arco di tempo è chiamato periodo finestra. Ciò significa che una persona, pur risultando negativa al test in quanto non ha ancora sviluppato gli anticorpi, può avere già contratto l'infezione e quindi può trasmettere ad altri il virus.
In Emilia Romagna vengono usati test di ultima generazione che sono in grado di rilevare gli anticorpi già dopo 4 settimane dal possibile rapporto a rischio. In ogni caso è consigliabile ripetere il test dopo tre mesi.
Il test per l'Hiv verifica solo la presenza o meno degli anticorpi al virus, ma non da nessuna informazione sullo stato di salute e sul sistema immunitario.
Il test non ha valore di prevenzione: qualsiasi sia l'esito, il preservativo va sempre usato.
La metodica normalmente utilizzata si articola in due livelli: l'Elisa, test di primo livello al quale segue, solo in caso di esito positivo o dubbio, il Western Blot, test di secondo livello o di conferma, in grado appunto di confermare il risultato di positività.
Se il test Elisa risulta negativo ed è stato effettuato dopo il periodo finestra, il suo risultato è attendibile e non è necessario effettuare il test di II livello (Western Blot)
ACCESSO AL TEST
Puoi effettuare il test per l'Hiv, in forma gratuita, presso le Unità Operative Aids delle Asl.
Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura: generalmente non è richiesta l'impegnativa del medico di base e basta presentarsi direttamente presso le Unità Operative. In alcune strutture è necessario invece prenotarsi.
In Emilia-Romagna la prenotazione del test può essere fatta, in forma anonima e gratuita, attraverso il numero verde regionale 800 856 080
IL TEST È VOLONTARIO
Non puoi essere sottoposto, senza il tuo consenso, ad analisi per accertare l'infezione da Hiv, se non per motivi di necessità clinica nel tuo interesse.
Il test è assolutamente volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito, dopo esser stato informato delle caratteristiche del test (che cos'è, come funziona, che cosa significa un esito positivo e cosa uno negativo, cosa vuol dire Aids).
Anche in caso di ricovero ospedaliero il test non può essere effettuato a tua insaputa, ma solo con il tuo consenso scritto.
Quando entri in ospedale per un ricovero, può capitare che tu sottoscriva un documento nel quale affermi di accettare tutti i trattamenti ai quali verrai sottoposto, ma questo non avrà valore legale se per ciascuno dei trattamenti, e quindi anche per il test, non sia stata data una specifica autorizzazione.
La decisione di fare il test è solo tua: prendi il tempo che ti occorre per affrontarlo serenamente. Sappi che una diagnosi precoce potrebbe consentirti più scelta nel valutare un percorso terapeutico.
LA TUTELA DELL'ANONIMATO E DELLA RISERVATEZZA
Quando decidi di fare il test hai il diritto di chiedere che sia garantita la tutela della tua privacy.
I servizi preposti effettuano il test in forma anonima o in forma riservata.
Il test è anonimo quando non ti viene chiesto nessun documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per la tua identificazione.
E' riservato quando al momento dell'effettuazione o del ritiro dei risultati, è necessario che tu esibisca agli operatori un documento identificativo.
Per tutti i tuoi dati anagrafici (nome, cognome, sesso, data di nascita, comune di residenza e indirizzo completo) che verranno richiesti al momento del test, sia nei laboratori pubblici che privati, il personale sanitario è vincolato dal segreto professionale e d'ufficio e deve adottare tutte le misure di sicurezza necessarie a garantirne la massima riservatezza.
La tua identità ed ogni informazione riguardante l'esecuzione ed il risultato dell'esame non possono essere in nessun caso divulgate.
LA COMUNICAZIONE DEI RISULTATI
Il momento della comunicazione del risultato del test è sicuramente molto delicato. La persona che comunica il risultato ha il compito di farlo nel modo migliore e di fornire un sostegno psicologico adeguato.
Il counselling si effettua generalmente sia prima che dopo il test a prescindere dal risultato, anche per comprendere se sei stato realmente esposto a un rischio di infezione.
Il risultato deve essere consegnato esclusivamente alla persona che ha effettuato il test e la comunicazione non deve avvenire mai per lettera o per telefono.
Puoi eventualmente autorizzare il medico a riferire ad altre persone da te indicate il risultato. Questa autorizzazione deve essere data sempre per iscritto.
