Invalidità civile
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La condizione di sieropositività o AIDS rientra tra le malattie che danno diritto al riconoscimento dell’invalidità civile.
Questo diritto però, come per le altre malattie invalidanti, non ti viene concesso automaticamente a seguito della diagnosi, ma lo devi richiedere attraverso la presentazione di un’apposita domanda alla tua Azienda USL di residenza.
Per le modalità di presentazione della domanda conviene rivolgersi alla propria Ausl (nello specifico all’Ufficio Invalidi o all’Ufficio Relazioni con il Pubblico), ma in generale le informazioni richieste sono le stesse:
il modello della domanda (da ritirare presso la Ausl e compilare);
il certificato medico che attesta la diagnosi e la natura dell’invalidità (la data del certificato non dev’essere più vecchia di 6 mesi);
la documentazione clinica che si ritiene rilevante (copia di cartella clinica, di referti, di esami, ecc.);
la copia di un documento di identità valido, della tessera sanitaria e del codice fiscale
Nel caso di persone sieropositive o in AIDS è fondamentale allegare anche la documentazione medica specialistica (meglio se rilasciata dall’infettivologo) che attesti le conte dei CD4 e la eventuale presenza di una diagnosi di AIDS conclamata (ossia di patologie opportunistiche in atto o pregresse): in alcuni casi è possibile ottenere la visita di accertamento dell’invalidità più velocemente, rispetto alla normale procedura.
La domanda naturalmente la devi firmare, se non la puoi firmare, devi presentare la domanda di persona alla tua Ausl, in modo che il Pubblico Ufficiale che la ritira possa testimoniare della tua volontà. In alternativa, la domanda dovrà essere accompagnata da una dichiarazione scritta di un familiare che attesti i motivi a causa dei quali non sei in grado di firmare.
Entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, devi essere convocato dalla commissione che effettua la visita di accertamento medico-legale. Questa visita può avvenire anche a domicilio, ma solo su esplicita richiesta contenuta nel certificato medico allegato alla domanda di invalidità e per motivi di salute molto gravi, che attestano l’impossibilità del paziente (non è possibile, ad esempio, per una generica difficoltà nel camminare o muoversi).
A questo punto devi attendere il verdetto finale della commissione medica, che ti deve comunicare, entro 90 giorni dalla visita, il verbale con il giudizio e la percentuale di invalidità eventualmente riconosciuta.
Se l’invalidità viene riconosciuta, riceverai, oltre al verbale della Commissione, anche i fogli informativi riguardanti i benefici correlati e, in caso di agevolazioni economiche, un modulo da consegnare all’Ufficio Invalidi del tuo Comune di residenza per attivare il servizio previsto.
Si tratta di cifre che vengono aggiornate periodicamente e possono essere differenti da Regione a Regione, anche in base al tuo reddito ed età.
Per avere informazioni più dettagliate e soprattutto aggiornate, è sempre meglio se ti rivolgi direttamente alla tua Ausl.
In caso di mancata risposta da parte della Commissione entro i termini di tempo previsti, puoi presentare un sollecito (o diffida) all’Assessorato alla Sanità della Regione, che dovrà provvedere a far sbloccare la situazione.
Se, al termine di tutto l’iter burocratico, la Commissione medica dell’Ausl non riconosce l’invalidità civile, puoi presentare ricorso al Ministero dell’Economia e delle Finanze, entro 60 giorni dalla notifica del verdetto finale. In alternativa, è possibile far trascorrere un po’ di tempo e ripresentare la domanda per aggravamento della malattia (sempre tramite Ausl, allegando anche il precedente verbale e un certificato che attesti la condizione).
Ulteriori informazioni presso il CRH e presso gli uffici del Patronato INCA (051-4199360)
