Lavoro
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I diritti sul lavoro per le persone con HIV/AIDS sono tutelati in particolare dalla Legge 135/1990, che ha stabilito che l’infezione da HIV non può costituire motivo di discriminazione, oltre che per l’iscrizione alla scuola e lo svolgimento di attività sportive, anche per l’accesso o il mantenimento del posto di lavoro.
Inoltre vieta esplicitamente ai datori di lavoro, pubblici e privati, di sottoporre al test per l’HIV i propri dipendenti o i candidati all’assunzione senza il loro consenso.
In caso di violazione di questi diritti, è possibile intentare una causa in Tribunale: naturalmente sarà necessaria la consulenza di un avvocato esperto in materia e dovrà essere valutata la possibile lunghezza dell’iter burocratico.
Oltre alla Legge del 1990, se hai ottenuto il riconoscimento della condizione di handicap grave hai il diritto, in base alla legge 104/1992, di avvalerti di un permesso retribuito giornaliero di 3 ore oppure mensile di 3 giorni. Anche i familiari di un paziente con handicap grave possono usufruire di questo permesso, purché siano affini di terzo grado (ossia genitori, figli, zii, suoceri, generi e nuore, ma non, per esempio, i cugini).
Inoltre come lavoratore sieropositivo in AIDS, non puoi essere sottoposto a trasferimento o cambio di mansione senza una comprovata motivazione tecnica, oggettiva o produttiva: in caso di dubbio in merito, è possibile chiedere al datore di lavoro la giustificazione specifica del cambiamento ed eventualmente valutare la correttezza del suo comportamento.
In questi casi è consigliabile la consulenza delle organizzazioni sindacali (scarica la scheda dello Sportello Nuovi Diritti di CGIL Bologna); una consulenza legale la puoi richiedere allo Sportello legale Cassero
