Scopare
Senza preservativo e lubrificante a base d’acqua è una follia!
La maggior parte dei gay ha preso l’HIV scopando senza preservativo, per lo più nel ruolo passivo, con eiaculazione interna.
Vediamo come mai.
Per il partner passivo: le mucose del retto hanno tra l’altro la funzione di passare determinate sostanze al corpo, per esempio i liquidi. È questo, infatti, il motivo per il cui alcuni farmaci vengono somministrati sotto forma di supposte da introdurre nell’ano: si tratta di un’efficiente forma per immettere delle sostanze nel circolo sanguigno; questo purtroppo vale anche per i virus HIV.
Per il partner attivo: nel retto di un uomo HIV positivo sono presenti dei secreti (liquidi) che contengono il virus HIV.
Con il sesso anale, può verificarsi un contagio del partner attivo, perché anche le mucose del pene (prepuzio, glande, uretra) sono delle sensibili vie d’accesso all’HIV.
Inoltre, il sesso anale induce quasi sempre delle piccole lesioni alle mucose del retto. Tali lesioni possono sanguinare e favorire così ulteriormente la trasmissione dei virus al partner.
E’ appunto per ridurre al massimo queste lesioni che è importantissimo l’uso del lubrificante nei rapporti anali.
Il rischio di un contagio HIV è pertanto estremamente elevato nel sesso penetrativo anale senza preservativo e gel lubrificante.
Per entrambi i partner, a prescindere dai ruoli sessuali, c’è inoltre un altissimo rischio di contrarre molte altre infezioni a trasmissione sessuale, alcune anche molto serie, come epatite B, sifilide, gonorrea, herpes, ecc.
Lui me lo direbbe...
"Dopo aver saputo che il risultato del test era positivo, volevo solo ancora una cosa: scopare a più non posso. Chissà quanto tempo mi rimane? Non vado certo a metterglielo sotto il naso, a uno, che sono sieropositivo. Perlomeno se si tratta di una scopata alla svelta. In fondo, ognuno sa benissimo cosa deve fare per proteggersi".
"Io penso che lui me lo direbbe. Dovrebbe esser logico, no? Un sieropositivo ha la responsabilità di non trasmettere il virus! Nasconderlo sarebbe immorale".
Supponi anche tu che un partner sessuale ti direbbe d’essere sieropositivo?
La maggior parte dei gay sieronegativi se lo aspetta ma spesso rinuncerebbe a far sesso con la persona in questione.
Una constatazione, questa, che non favorisce il colloquio aperto in merito al proprio stato sierologico.
Inoltre, i motivi per non parlarne possono essere molti altri, specialmente in caso di sesso occasionale. Non da ultimo anche il fatto che non è pericoloso far sesso con un gay sieropositivo, fintanto che ci si attiene alle regole del safer sex.
Se un partner sessuale non si esprime sulla sua situazione HIV, ciò non significa affatto che sia sieronegativo.
Anche se il tipo è gentile e carino e pensi che potrebbe diventare tuo “marito”, può darsi che non ti dica subito tutto, per esempio per paura di non avere poi alcuna chance con te.
A proposito: la legislazione italiana non prevede in generale l’obbligo di esternare il proprio stato sierologico fintanto che non sussista il rischio di contagio. Di conseguenza non si ha nemmeno il diritto d’essere informati sullo stato sierologico di un’altra persona.
Se esiste il rischio di contagio e non ne metti a conoscenza il partner esistono gli estremi per una denuncia di comportamento omissivo colposo.
Preservativo e gel, quindi, sono vitali. Ma occorre comunque fare attenzione. Per esempio, nel caso di sesso di gruppo, dovrai cambiare il preservativo quando cambi partner e naturalmente rimettere il gel lubrificante, per evitare che tracce di secrezioni rettali, o sangue, o feci passino da un culo all’altro.
Può anche essere un buon modo per controllare che il tuo “migliore amico” sia ancora sufficientemente sveglio e arzillo.
